L’ex parlamentare Mimmo Fazio passa al contrattacco ed intima un risarcimento del danno di 500 mila euro alla dirigente regionale Dorotea Piazza.
Una intimazione di pagamento per oltre 500 mila euro; tanto ha calcolato l’avvocato Carmelo Restivo per il danno patrimoniale, non patrimoniale e d’immagine per la lesione dell’onore e della reputazione del suo assistito, Mimmo Fazio. Nei confronti dell’allora dirigente responsabile del Servizio per le Infrastrutture e Mobilità siciliana, Dorotea Piazza. L’atto stragiudiziale prende spunto dalla riunione del dicembre 2015, presso lo stesso Dipartimento, per “dirimere i contrasti insorti fra l’Amministrazione Regionale e l’Ustica Lines in seguito all’annullamento in autotutela del bando per l’affidamento per il servizio di trasporto marittimo con le isole minori” dove parteciparono, oltre all’ex parlamentare ed alla dirigente, l’assessore Pistorio, il dirigente generale ai Trasporti Bellomo, l’On. Turano e l’amministratore delegato della Compagnia di Navigazione Ettore Morace assieme al proprio legale. Incontro dove Fazio l’avrebbe minacciata con l’ormai famosa frase – riportata nei giorni seguenti su tutta la stampa nazionale, ampiamente riportata nell’intimazione…- “la pagherete cara, è questione di tempo…,ma la pagherete cara”. “Minaccia” riportata con sorprendente ritardo sette mesi dopo, dopo un esposto che tuttavia non citava in alcun modo il deputato, che diede sostanzialmente il via all’inchiesta Mare Monstrum; e con altra sospendente tempistica all’intercettazioni dello stesso parlamentare il giorno stesso senza alcuna verifica alle dichiarazioni della Piazza – dove citò l’episodio – che “avrebbe distorto il significato delle parole che non avevano alcuna connotazione intimidatoria bensì si riferivano all’eventuale danno erariale cagionato alla quale lei – e tutti i rappresentanti dell’assessorato presenti alla riunione – avrebbe potuto essere chiamata a rispondere alla Corte dei Conti.” Reale significato che in seguito, invece, emergeva “incontrovertibilmente anche dalle intercettazioni compiute in sede di indagine preliminare e da alcune deposizioni rese in dibattimento nel procedimento a carico dell’ex sindaco in corso al Tribunale di Trapani per corruzione”. Evidenze che facevano decretare, lo scorso marzo, dal Gip di via XXX Gennaio, trasferito per competenza da Palermo, l’archiviazione su richiesta della stessa Procura, “peraltro con inconsuetà perentorietà” che letteralmente stigmatizzava come fosse “di lampante evidenza l’insussistenza del reato di minacce a pubblico ufficiale.” “Condotte della Piazza che – secondo l’avvocato Restivo – configurerebbero un illecito ledendo gravemente l’onore e la reputazione” del suo cliente. Fatti che, ovviamente, influivano non poco nella sfera pubblica e privata dell’ex deputato regionale – fra i quali la decadenza dal mandato, ed i relativi nocumenti pensionistici, e dalla corsa a sindaco di Trapani in cui era impegnato nei giorni del provvedimento cautelare nonchè i danni morali e d’immagine subìti dalla sovraesposizone mediatica di quei giorni… – calcolati per circa 500 mila euro. Insomma, nell’atto stragiudiziale viene evidenziato come “i pregiudizi patiti dall’avvocato Fazio muovono dalle dichiarazioni rese nel luglio 2016 ai PM dalla dottoressa Piazza” che ora viene chiamata a risponderne “in solido con gli altri soggetti” cui il danno sarà eventualmente imputabile.


















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