I papabili per le politiche

Fervono in queste ore le trattative per le candidature nelle segreterie romane così come in Sicilia.

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L’election day è un bel grattacapo per le segreterie regionali dei partiti. Prima Roma e poi Musumeci hanno fatto saltare il banco rimescolando i progetti originari che vedevano prima il voto per il rinnovo dell’Ars il 6 novembre ed a febbraio le politiche. Poi si è invertita la road map con prima le elezioni per Camera e Senato restando in autunno il voto sull’isola. Infine, la data unica per le due tornate in Sicilia il 25 settembre. Un rebus per segreterie e candidati; soprattutto per quelli che avevano ragionamenti avanzati con i leader nazionali per staccare un potenziale biglietto al Parlamento nazionale. Fra questi, dalle nostre parti, il nome più accreditato è quello dell’attuale Assessore Regionale alle Attività Produttive Mimmo Turano. Il politico alcamese, fedelissimo del leader Lorenzo Cesa, dovrebbe essere uno dei nomi spendibili dell’UDC in quota Forza Italia nella ripartizione seggi attuata dal centrodestra nei giorni scorsi. Per lui si profilerebbe la corsa alla Camera dei Deputati nel collegio uninominale in provincia di Trapani, dato per vincente nei sondaggi. Non è detto, tuttavia, che non scelga la doppia candidatura Regionali-Politiche; il territorio elettorale è lo stesso ed una sua assenza nella lista UDC per il rinnovo di Sala d’Ercole peserebbe molto sulle reali possibilità di far scattare un seggio in Provincia. Chiaramente, Turano, negli accordi con gli altri candidati opterebbe, poi, per la Capitale lasciando il posto al primo dei non eletti. Stesso ragionamento che potrebbe valere per il collega di Governo all’Agricoltura Toni Scilla. L’assessore mazarese alla scorsa tornata fu candidato nel centrodestra per il Senato della Repubblica. Nonostante il buon risultato fu travolto, come tutti gli altri candidati al sud, dallo stunami grillino che si accaparrò tutti i seggi uninominali in Sicilia così come gran parte delle regioni del sud Italia. Oggi, le previsioni, danno anche questo seggio al centrodestra. Altro nome che in questi giorni i rumors accreditano per un salto al Parlamento nazionale è quello di Nino Oddo. Dalle parti dell’ex deputato questore si ventila la possibilità che il Segretario Regionale sia fra i tre seggi sicuri dati al PSI nell’accordo nazionale con Enrico Letta. In realtà, quello garantito dal PD è uno solo e non può fisiologicamente andare al politico trapanese. Per lui, così come per tanti altri socialisti, anche dai nomi altisonanti, ci sarebbe la possibilità di correre negli uninominali per il centrosinistra; chiaramente in collegi tutt’altro che sicuri. Oppure, in lista nel proporzionale ma in una posizione che più che una buona affermazione ci vorrebbe un miracolo per farne scattare il seggio. Stesso ragionamento per altri politici del centrosinistra in provincia di Trapani. In sostanza, chi si vuole intestare una battaglia quasi certamente a perdere si accomodi. Ma senza una contropartita politica importante è difficile che qualche big locale possa fare una tale cortesia alle segreterie romane. Per nessuno ci sarebbe posto nel proporzionale in pozione utile per un seggio; alla luce della riforma costituzionale che ha sforbiciato i parlamentari a 600 (400 alla Camera e 200 al Senato) dai 945 sanciti dai nostri padri costituenti, le posizioni date per sicure che eleggeranno il 66% per cento del corpo parlamentare andranno, in Sicilia, tutte in favore di uscenti, big di partito o leader palermitani e catanesi.