“Continua l’aggressione al patrimonio naturale della Riserva delle Saline”

Il Wwf, ente gestore della Riserva delle Saline di Trapani e Paceco, interviene sugli incendi divampati questa settimana nell’area protetta. Di seguito la nota diramata dall’Ente gestore.

Siamo abituati a vedere durante i mesi estivi le variopinte tonalità delle vasche di salina che caratterizzano il paesaggio dell’area protetta, con colori che degradano dal bianco all’azzurro, passando per il rosa, siamo abituati a passeggiare lungo le vasche di salina ammirando la presenza di centinaia di uccelli migratori, tra questi gli splendidi fenicotteri rosa adulti insieme ai nati dell’anno. Proprio in queste ultime settimane centinaia di fenicotteri, hanno affollano le vasche vicine alle strade, intenti a banchettare in attesa di affrontare il volo che li porterà in un altro continente, tutto questo, incuranti della presenza dei visitatori, che si portano a casa suggestive immagini da cartolina. Uno spettacolo straordinario a cui assistono giornalmente non soltanto centinaia di visitatori, fotografi, naturalisti, televisioni e appassionati ma anche tanta gente locale, oramai abituata alla presenza degli eleganti fenicotteri rosa.
Tutto ciò non era scontato, si è realizzato negli anni attraverso la gestione di questo patrimonio ambientale, riconosciuto una zona umida di importanza internazionale ai sensi della convenzione di Ramsar.
Per questo è ancora più difficile trovare una motivazione sul perché da giorni i criminali del cerino, approfittando delle temperature e dei venti, continuano a bruciare aree della Riserva.
Sono perseguiti infatti, ancora nella giornata di ieri gli incendi a danno del patrimonio ambientale custodito all’interno della Riserva naturale delle saline, scrigno di biodiversità. Ieri mattina il primo si è sviluppato, di nuovo nella frazione di Nubia nel territorio del comune di Paceco, intorno alle ore 10.00 ancora a danno della vegetazione alofila presente lungo il litorale di Nubia ricadente in zona B e che conduce all’antica torre di avvistamento. Il personale della Riserva ha allertato attraverso il numero di emergenza i Vigili del Fuoco di Trapani che sono intervenuti spegnendo le fiamme e bonificando l’area. Ma poco dopo, alle ore 14.30 le fiamme hanno ripreso a bruciare, ancora a danno di aree lungo il litorale. Un ulteriore intervento delle squadre antincendio di protezione civile ha evitato che le fiamme si propagassero fino alle abitazioni e alle attività presenti in loco. Ma non è finita, in quanto alle ore 18.00 un ennesimo fuoco ha ripreso a bruciare, anche in questa occasione l’intervento dei Vigili del Fuoco coadiuvati dalla polizia municipale di Paceco e dai carabinieri della locale stazione, ha evitato il peggio.
La Riserva Naturale in questi giorni è chiaramente preda di azioni scellerate da parte di criminali che distruggono un patrimonio di immenso valore per la collettività tutta.
Non basta, anche se fondamentale, dinanzi a tali azioni, contrastarle solamente con interventi di prevenzione, che pure vengono eseguiti dallo stesso Ente Gestore della Riserva nelle aree più a rischio, ma occorre rafforzare le attività investigative sia per prevenire i rischi che per accertare le responsabilità, quindi pene più severe per i responsabili.
Serve anche l’impiego di strumenti e tecnologie che consentano il monitoraggio del territorio, come sistemi di videosorveglianza e non ultimo è fondamentale anche una presa di coscienza da parte della popolazione locale con responsabilizzazione e coinvolgimento dei cittadini.
In questi giorni il paesaggio della Riserva cambia colora e si dipinge di scuro, i visitatori che arriveranno a Nubia in questi giorni, che risiedono nei diversi bed e breakfast sorti nella frazione nel corso degli anni, e tutti noi che siamo abituati ad osservare la tela delle saline, osserveremo le pennellate di nero che cancellano i colori tipici variopinti del paesaggio della Riserva.
La tutela del territorio dell’area protetta, patrimonio della collettività, deve essere obiettivo e priorità di tutti.