Le Tre domande della domenica a Nicola Adragna

L’intervista al capo delegazione del Fai di Trapani Nicola Adragna in vista delle Giornate d’autunno in programma per il prossimo fine settimana

Nicola Adragna, tra poco torneranno le giornate d’autunno del Fai. Cosa ha organizzato a riguardo la delegazione di Trapani in città?

Si, nel prossimo fine settimana, sabato 15 e domenica 16, anche noi della Delegazione FAI di Trapani, come nel resto d’Italia, saremo impegnati nelle tradizionali giornate di raccolta fondi e di incontro con cittadini e turisti. E come sempre abbiamo pensato a qualcosa di originale, di nuovo, che incuriosisca e coinvolga la mente e il cuore . Proporremo un itinerario “sulle orme di S. Francesco”, articolato su 4 siti (le chiese della Epifania, di S. Francesco, di San Rocco e di Santa Maria di Gesù), nel quale racconteremo la storia non solo dei luoghi, ma dell’importanza della presenza Francescana a Trapani. Il tutto sempre narrato dai nostri bravissimi Apprendisti Ciceroni, studenti del Liceo Scientifico Fardella, dello Sciascia e Bufalino e del Florio, con una perla, sabato alle 10,30: passeggiata con la Prof. Stefania La Via con partenza da San Francesco.

In questi anni siete stati molto impegnati sul fronte della salvaguardia e valorizzazione del patrimonio del territorio. Tracciamo un bilancio delle attività del Fai di Trapani?

Il bilancio è sicuramente molto positivo, basti pensare ai fondamentali interventi del FAI per la Colombaia e, in provincia, per il Castello di Calatubo e i progetti per lo Stagnone, ma soprattutto riteniamo
importantissimo il lavoro con i ragazzi delle scuole. A loro che sono il nostro futuro cerchiamo di trasmettere conoscenza del territorio in cui vivono e amore per l’ambiente che li circonda. Insomma la cifra diversa che distingue il FAI è data dal fatto che non ci sono solo monumenti e ambiente da visitare e valorizzare, ma ci sono amore, passione e stimolo a crescere attraverso il bello e la conoscenza.

Si parla sempre più di bellezza e del patrimonio monumentale e storico dei territori, sempre più apprezzato dai cittadini con iniziative come quelle promosse dal Fai. Risorse spesso poco utilizzate rispetto al loro potenziale. Fatta l’opera di sensibilizzazione, cosa si dovrebbe fare per invertire la tendenza?

In questo particolare momento storico riteniamo fondamentale che le maggiori attenzioni vengano rivolte all’ambiente, ai problemi dell’energia e alla conservazione delle risorse naturali che ci consentono di vivere meglio e di garantire il futuro dei nostri figli. Pensare alle energie rinnovabili, al recupero delle tradizioni agricole, al ripopolamento dei borghi, alla conservazione dell’acqua e al suo utilizzo costituisce per noi una priorità irrinunciabile. Se si attivano meccanismi virtuosi su questi temi, già si fa cultura e poi la cura e la valorizzazione dei nostri preziosissimi beni storici e archeologici verrà come naturale conseguenza.

Ma. To.