Naufragio Nuova Iside, identificato cadavere di Vito Lo Iacono

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Era stato ritrovato a giugno San Ferdinando in Calabria

Dopo sei mesi, è arrivata la notizia attesa e sperata dalla famiglia. Appartiene a Vito Lo Iacono, il più giovane dei componenti l’equipaggio del peschereccio Nuova Iside, il corpo  ritrovato a giugno scorso lungo le coste di San Ferdinando in Calabria.

Conclusa la perizia, la Procura di Palmi, competente per territorio, ha informato la Procura di Palermo che ha, a sua volta, informato i familiari. Subito dopo il ritrovamento del cadavere, la madre e la sorella di Vito Lo Iacono si erano sottoposte all’esame del DNA per procedere alla comparazione con i resti del corpo senza vita trovato a giungo. Sul cadavere erano stati individuati due tatuaggi, un timone e un cavalluccio, compatibili con quelli di Vito Lo Iacono.

Adesso è arrivata la certezza che consentirà di dare una degna seportura al giovane 27enne rimasto vittima del naufragio del peschereccio assieme al padre Matteo e ad un cugino, Giuseppe.

Il Nuova Iside affondò la notte tra il 12 e il 13 maggio al largo di San Vito Lo Capo durante una battuta di pesca. Sarebbe stato speronato dalla petroliera Vulacanello, sotto sequestro, che passava sulla stessa rotta.  Quattro le persone iscritte nei registro degli indagati: due ufficiali di plancia, il comandante della petroliera e l’armatore. La Procura indaga per omicidio colposo e omissione di soccorso. Il corpo di Giuseppe Lo Iacono, 33 anni, padre di 4 figli, fu recuperato il 14 maggio; quello di Matteo Lo Iacono, 53 anni, due giorni dopo, avvistato da un traghetto in viaggio sulla tratta Ustica-Palermo, a circa 14 miglia a nord di Capo Gallo.