Paceco, ascensore guasto e assistenza negata ai pazienti

Da oltre due mesi l’ascensore del Presidio medico di Paceco è fermo. Un guasto che, in un luogo qualunque, sarebbe già di per sé grave.
In una struttura sanitaria, invece, diventa un fatto intollerabile.

Anziani costretti a fermarsi sulle scale, pazienti con difficoltà motorie lasciati davanti a una barriera invalicabile, persone con disabilità semplicemente escluse dall’accesso ai servizi.
È questo, oggi, il volto del Presidio medico di Paceco: un luogo che dovrebbe curare, e che invece mette ostacoli. Ostacoli fisici, concreti, umilianti. Il consigliere Salvatore Ricciardi non è rimasto a guardare. Due lettere alla Direzione sanitaria, una copia al sindaco.
Zero risposte. Zero interventi. Zero rispetto per chi ogni giorno ha bisogno di assistenza.

E domani la situazione rischia di trasformarsi in paradosso: l’ambulatorio di ortopedia — ironia amara della sorte — si terrà al primo piano. Molti pazienti, quelli che avrebbero più bisogno di quel servizio, non potranno raggiungerlo. Ricciardi lancia un appello pubblico, duro e diretto:
“L’ascensore va ripristinato immediatamente. È inaccettabile che un presidio medico non garantisca un servizio essenziale, negando di fatto un diritto fondamentale ai cittadini più fragili. Una vergogna che va sanata subito.”Parole nette, che fotografano una realtà che non dovrebbe esistere. Perché un presidio sanitario senza accessibilità non è un presidio: è un muro.
E chi ha il dovere di abbatterlo, fino a oggi, ha scelto semplicemente di ignorarlo.