Le tre domande della domenica a Massimiliano Errera

di Chiara Conticello

“Dipingere di sera o di notte è molto più creativo, senza rumori tutto è più intimo come lo sono i miei ultimi lavori”.

Massimiliano Errera è tra gli artisti siciliani più conosciuti anche a livello nazionale. I suoi lavori saranno esposti, dal 24 aprile al 14 maggio, al MACA Museo d’Arte Contemporanea di Alcamo.

Che effetto fa tornare ad esporre nella tua terra?

Sono molto contento perché mi sono reso conto che non presentavo i miei lavori in maniera organica da molto tempo. L’ultima è quella di Torretta Pepoli a Erice, molto suggestiva ricordo e curata nei minimi dettagli, ma in quella mostra ho dovuto rinunciare a tanti pezzi per via degli spazi stretti. Non vedo l ora di presentare nella mia Sicilia i miei ultimi lavori, un po’ diversi dal solito, molto intimi e anche con materiali diversi. in questo periodo ho lavorato come un matto, in un tempo strano che è passato velocissimo e allo stesso tempo è rimasto sospeso. Quando ho capito che c’era la possibilità di fare una mostra ad Alcamo ho preso subito la palla al balzo, non potevo farmi sfuggire questa occasione.

Cosa ti affascina di questa dimensione serale notturna?

È un momento della giornata ben preciso in cui la modalità di lavoro cambia, più intimo, più personale, più scarno. Non suona il telefono e i rumori sono molto meno. È un periodo di ricerca. In questo periodo ho lavorato sia su tela e sto sperimentando nuovi supporti (moquette, legno, gesso), ma nei miei lavori le 3 tematiche sono sempre le stesse quelle principali del surrealismo: Amore, inteso come amore per la vita; Sogno e Follia, fuggire dalla razionalità e Liberazione, libero dalle convenzioni sociali.

Cosa pensi del mercato dell’arte oggi in italia?

Personalmente ritengo che il mercato dell’arte italiano sia ancora indietro. Il nostro glorioso passato artistico non deve essere una zavorra, ma un esempio di stile.. la Cina per esempio mantiene unicità della produzione.