Il 10 giugno di 99 anni fa Sebastiano Bonfiglio, sindaco socialista di Monte San Giuliano, fu assassinato dai sicari della mafia agraria di ritorno da una seduta del consiglio del comune che poi in epoca fascista sarà chiamato Erice.

La matrice del delitto appare storicamente chiara. Maturò in quell’area grigia che saldò gli interessi della borghesia latifondista: da un lato con la mafia; dall’altro con il nascente partito fascista, che di lì a qualche mese avrebbe preso il potere in Italia e che già, negli anni precedenti la marcia su Roma, mosse attacchi violenti ai partiti socialista e comunista e ai movimenti operai e contadini.

Bonfiglio, uomo del popolo, movimentista, sindacalista, socialista, ebbe ruolo non solo in questo territorio ma, giovanissimo, fu componente della direzione nazionale del partito, e partecipò al congresso di Livorno del 1921, quello della scissione.

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