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For You For All: dal PNRR una risposta verso l’inclusione sociale nel Distretto Marsala e Petrosino

I dati sono un ottimo modo per analizzare i fenomeni, raccontare storie e valutare
pratiche politiche. L’analisi dei dati ci propone un quadro piuttosto preoccupante del
disagio giovanile, acutizzato dal covid. Dall’inizio della pandemia, una delle prime
questioni emerse nel dibattito pubblico è stata cosa avrebbe comportato per i minori
questa fase tanto straordinaria, segnata dal distanziamento fisico (e spesso, purtroppo,
sociale), dalla chiusura delle scuole, dalla maggiore difficoltà di vedere i propri
coetanei nel tempo libero. Fattori in grado di aggravare la condizione di bambini e
ragazzi, alimentando il disagio tra le generazioni più giovani.
Ma ritorniamo ai numeri.
14% sono i minori in povertà assoluta nel 2023. Secondo le stime preliminari di
Istat, si tratta dell’incidenza più elevata della serie storica dal 2014. Dopo la pandemia,
i minori che vivono in famiglie in povertà assoluta sono arrivati a 1,3 milioni nel 2023.
9,7% sono gli studenti in dispersione implicita (che finiscono le scuole senza
competenze adeguate) nel 2022. Erano il 7% nel 2019. Il fenomeno ha riguardato
soprattutto gli studenti svantaggiati: 12% gli studenti di famiglia in condizione mediobassa in dispersione implicita nel 2022. Erano l’8% nel 2019. La dimensione del
disagio non è solo materiale: è anche educativa, come testimoniato dal calo degli
apprendimenti. Nonché sociale e psicologica.
1 su 2 gli studenti delle secondarie che hanno dichiarato un calo nella frequenza
con cui vedono amici e amiche rispetto a prima del Covid. Tuttavia la quota di
ragazzi che vedono tutti i giorni gli amici era crollata già prima della pandemia. Nel
2005, tale quota era pari al 70,8% tra 11 e 14 anni e al 72,2% tra 15 e 17. Nel 2019,
quindi già prima del Covid, la percentuale era crollata rispettivamente al 34,3% e al
39,1%. In uscita dall’emergenza, la quota non appare comunque recuperata: nel 2023
dichiarano di vedere tutti i giorni i propri amici il 27,6% degli 11-14enni e il 30,1% dei
15-17enni. Molto lontano rispetto al 70% della generazione precedente.
65967 gli studenti tra 11 e 17 anni con tendenza all’isolamento sociale secondo la
rilevazione effettuata da Iss, l’istituto superiore di sanità. Si tratta dell’1,6% del
totale, sulla base di un campione rappresentativo della popolazione studentesca. Non è
il solo segnale di un disagio nel benessere psicologico dei minori, in uscita dal Covid.
Quasi 100mila (il 2,5% del campione) presentano caratteristiche compatibili con la
presenza di una dipendenza da social media. Il 9,3% dei minori 11-17 anni mostra i
segnali di una grave dipendenza da cibo.
Il nostro territorio segue il trend nazionale e mondiale. Nell’ottica della prevenzione
del disagio adolescenziale, il progetto “For you, for all: officine inclusive”, ha come
obiettivo la promozione, mediante opportunità educative mirate, del benessere e della
crescita armonica dei minori del Distretto Socio Sanitario n. 52, Marsala e Petrosino.
L’obiettivo che l’idea progettuale intende realizzare è incentrato sulla prevenzione
della dispersione scolastica dei minori in età adolescenziale e, si palesa come
necessario il coinvolgimento delle famiglie, dei tutori, dei docenti e del territorio nel
processo educativo, in virtù della conoscenza diretta con le singole ed individuali realtà
dei partecipanti.
Il progetto ha preso avvio il 10 giugno 2023 e si concluderà nel 2025, grazie al
partenariato tra il terzo settore (L’Arca Cooperativa sociale capofila, Ultima Dea
Cooperativa sociale e associazione Koinè) e le Istituzioni pubbliche (Istituto
Comprensivo Statale Giuseppe Mazzini e Istituto Statale Di Istruzione Secondaria
Superiore A. Damiani).
Ad un anno esatto dall’avvio del progetto torniamo a parlare di numeri e fare un
resoconto intermedio, la cui analisi ci indicherà i risultati, seppur parziali, raggiunti.
Ad oggi sono stati raggiunti 165 minori di età compresa tra gli 11 e i 17 anni ed oltre
50 gruppi familiari o tutori. Le scuole che hanno beneficiato dei servizi offerti dal
progetto sono l’Istituto comprensivo Nosengo di Petrosino, Istituto comprensivo
Alcide De Gasperi, la Scuola Media Statale G. Mazzini, il Liceo Statale Pascasino,
l’Istituto comprensivo Mario Nuccio, di Marsala.
L’idea cardine del progetto ha riguardato la creazione di uno sportello itinerante con
lo scopo di offrire sostegno psicologico e pedagogico nonché mediazione
interculturale, volto a supportare e sostenere l’educazione inclusiva delle famiglie, dei
tutori e della comunità. Gli operatori dello sportello hanno collaborato e continueranno
a collaborare in sinergia con l’Osservatorio per la Dispersione scolastica, gli uffici
territoriali sociali e sanitari, le parrocchie, le associazioni del territorio valorizzando la
Rete di Supporto Sociale dello Sportello e promuovendo azioni di orientamento e
assistenza dei minori nel passaggio dalla scuola secondaria di I grado alla secondaria
di II grado.
Attraverso il tutoraggio educativo si è riusciti a riconoscere e raggiungere le situazioni
a rischio abbandono scolastico cercando di prevenire il manifestarsi dei disagi
attraverso la realizzazione di interventi di didattica personalizzata.
Per favorire la partecipazione attiva parallelamente alle attività dello sportello sono
state avviate una pluralità di attività laboratoriali all’interno delle scuole che hanno
visto gli studenti confrontarsi sui temi dell’orientamento e della progettazione
partecipata.
L’offerta di laboratori sportivi così come di quelli culturali, narrativi o di
coding/elettronica hanno permesso a numerosi ragazzi di uscire dal loro isolamento e
riscoprire il piacere di stare insieme, al di là delle ore strettamente scolastiche e di
potersi cimentare in attività mai sperimentate perché in condizioni di privazione
sociale, culturale ed economica.
Le diverse attività sono state progettate per essere accessibili a tutti gli studenti,
indipendentemente dalle loro abilità fisiche o dalle loro predisposizioni personali. Gli
insegnanti, i tutor e gli esperti hanno lavorato per creare un ambiente accogliente e
supportivo, in cui ogni studente si sentisse valorizzato, intervenendo in maniera
puntuale per individuare le fragilità attraverso la messa a punto di strategie che hanno
permesso a molti minori il rientro nel sistema scolastico e il raggiungimento del
successo scolastico.
Questi risultati, sia pur parziali, mettono in evidenza come siano necessari interventi
strutturati a favore dei bambini, adolescenti e famiglie in condizione di povertà
educativa per poter superare il gap che necessariamente si sta creando tra i ricchi e i
poveri. L’augurio è che il Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR), cioè il
programma con cui il governo intende gestire i fondi del Next generation EU e che
finanzia questo progetto, possa essere applicato con responsabilità, criterio e in una
visione volta al superamento di ogni forma di esclusione sociale, economica e culturale.

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