Crisi idrica, attivate modalità straordinarie per attingere acqua

La siccità che da mesi colpisce la Sicilia spinge la Regione a intervenire per garantire acqua alle comunità e alle aziende agricole e zootecniche.

L’Autorità di bacino della Presidenza della Regione ha disposto di attingere ai volumi residui degli invasi, normalmente inutilizzabili, per far fronte alla grave emergenza idrica.

Come cambiano i prelievi per l’acqua potabile

I gestori delle reti e degli invasi utilizzeranno piattaforme galleggianti per prelevare l’acqua in superficie.
Inoltre, metteranno in pratica procedure di monitoraggio e trasferimento della fauna ittica, evitando morie che potrebbero compromettere la qualità dell’acqua destinata al consumo umano.

Queste operazioni permettono di sfruttare i volumi residui in sicurezza e di garantire fornitura costante di acqua potabile anche in condizioni straordinarie.

Misure per agricoltura e allevamento

I Consorzi di bonifica della Sicilia orientale e occidentale potranno attingere alle risorse idriche residue degli invasi, anche al di sotto delle quote ordinarie.
Grazie ai sistemi galleggianti, gli agricoltori e gli allevatori continueranno a ricevere acqua sufficiente per le loro attività, evitando interruzioni produttive.

Coordinamento regionale

La Regione coordina l’intervento con la Cabina di regia per l’emergenza idrica, il dipartimento dell’Acqua e dei Rifiuti e quello dell’Agricoltura.
L’obiettivo è chiaro: garantire l’acqua alle comunità, sostenere l’attività agricola e zootecnica e preservare la sicurezza degli invasi.

Gli esperti confermano che la situazione resta critica, ma queste misure straordinarie riducono il rischio di scarsità idrica e salvaguardano la qualità della risorsa.