Regionali, io la penso così

Nell'approfondimento di oggi, il Presidente di Telesud Massimo Marino commenterà il voto per il nuovo Parlamento siciliano.

Non credo che il voto del 25 settembre sia stato molto diverso da passati appuntamenti elettorali. Fra i candidati c’erano persone perbene, qualcuna in chiaroscuro e figure senza alcuna decenza politica, pronte a tutto pur di raggiungere l’agognata poltrona, ben retribuita e con tutti gli onori del caso. A mio avviso, un bel confronto è stato quello all’interno del PD. Non soltanto perché Dario Safina e Domenico Venuti sono arrivati ad una manciata di voti l’uno dall’altro, superando entrambi le 5 mila preferenze; ma anche per un rinnovo anagrafico che non è affatto scontato al giorno d’oggi. Il candidato trapanese ha vinto forte di una potenza di fuoco con in prima linea le amministrazioni di Trapani ed Erice – sostenendolo a spada tratta – così come gran parte dell’apparato ex DS in provincia. Nulla toglie alla vittoria di Safina; è normale che una corsa per l’Assemblea Regionale Siciliana debba essere strutturata sul territorio se si vuole “correre per vincere”…, ma solo una persona profondamente disonesta intellettualmente – come qualche sedicente aspirante politica del passato ha commentato – può sostenere che Venuti fosse il favorito in quanto segretario dei democratici trapanesi. Senza scomodare la Prima Repubblica – dove forse questo ruolo contava qualcosa… – basterebbe vedere il voto di Forza Italia così come andare un po’ indietro negli ultimi anni per ripercorrere le sconfitte di tanti segretari provinciali. Per ritornare ai due, ancora più apprezzabile la loro coerenza politica; questa si, davvero ormai merce rara. 
Lo dico chiaro: apprezzo molto più un Peppe Bica, lontano mille miglia dalle mie idee sociopolitiche, che ha militato sempre nella stessa area partitica, spendendosi a volte anche per candidature difficili (come in questa tornata), che figure pronte a tutto pur di raggiungere l’agognato scranno a Sala d’Ercole. Capriole elettorali surreali che null’altro sono che la mera ricerca di una lista su misura. Capisco che la sofferenza dei partiti tradizionali a volte possa portare a delle scelte laterali…, ma cambiare simbolo, di volta in volta, camuffando l’ennesimo progetto politico, più o meno fumoso, per la panacea dei siciliani è quanto di più squallido possa esserci. L’esatta ragione per la quale il cittadino è ormai disilluso dalla politica, rifugiandosi nell’astensionismo o peggio ancora nel populismo. Superfluo dire che gli stessi personaggi stigmatizzano, un giorno sì e l’altro pure, “la malapolitica” auspicando che ritorni alla dignità di una volta. Non si capisce come possa ritrovarsi con un andazzo del genere. Nell’analisi del voto di questi giorni abbiamo detto di Eleonora Lo Curto; l’ormai ex deputato marsalese da vent’anni a questa parte ha cambiato ogni sorta di partito e movimento, tolta la sinistra. Stefano Pellegrino, apprezzato professionista dalla lunga tradizione socialista…, ha provato delfini, Popoli vari sino a diventare commissario dello scudo crociato. Oggi ha trovato la sua casa in Forza Italia. Tanto per fare due esempi, fra i più eclatanti di questa tornata. Persone perbene, per carità…, ma a mio modesto avviso, l’esempio lampante dell’opportunismo sfrenato dei politicanti di oggi. Nessuna ideologia, nessuna militanza. Solo la spasmodica ricerca di trovare la scorciatoia più comoda per essere eletti. Al netto delle migliori intenzioni verso i cittadini. Che, qualora ci siano, passano certamente in secondo piano con questi cattivi maestri. Ovviamente, politicamente parlando. 

Massimo Marino
Presidente di Telesud