Manifestazione al Mef, il Sinafi si chiama fuori

Una protesta davanti al Ministero dell’Economia e delle ;Finanze, organizzata da tre sigle sindacali della Guardia di Finanza, ha acceso il dibattito. Ma a mancare, non senza motivo, è stato il SINAFI di cui è segretario nazionale, Angelo Genovese.. Nessuna adesione, nessun passo indietro. Anzi, una presa di posizione netta: “Non ci si presta alla propaganda quando in gioco ci sono i diritti veri del personale”, spiega il sindacato in una nota. Il primo punto contestato riguarda la previdenza dedicata. Ma, come ricorda il SINAFI, solo due mesi fa, tutte le sigle – comprese quelle oggi in piazza – avevano già sollecitato l’attenzione del Governo, che ha risposto con un impegno formale inserito nell’ultimo contratto. “Cos’è cambiato in 60 giorni?” – si chiede il sindacato – “Nulla, se non la necessità di qualcuno di tornare sotto i riflettori”. Secondo tema: il blocco della contrattazione. Per il SINAFI si tratta di un’accusa fuori bersaglio, perché il problema non dipende dal Governo ma dalla mancata definizione delle deleghe nella Polizia di Stato, che blocca l’emanazione del decreto di rappresentatività. “Chiedere l’impossibile è solo demagogia”, si legge nel comunicato. Terzo fronte, le relazioni sindacali. Ma anche qui, per il SINAFI, il bersaglio è sbagliato: “Il vero nodo è il Comando Generale, non il Ministero. Fingere il contrario è comodo, ma inutile”. Ed è proprio al Comando Generale che il SINAFI ha deciso di rivolgersi, a viso aperto. Durante la riunione convocata d’urgenza per discutere della manifestazione, l’unica voce a levarsi con decisione è stata quella del Segretario Generale, Stefania Castricone: “Il SINAFI non è stato coinvolto, ma comunque non avrebbe partecipato. Il tempo, il luogo e gli argomenti sono sbagliati. Se serve manifestare, lo faremo davanti a chi ci ignora ogni giorno: il Comando Generale”. Il resto delle sigle? Silenzio totale per oltre un’ora. E proprio questo silenzio, secondo il SINAFI, svela il vero volto della protesta: “Una manifestazione senza peso, senza contenuti e – soprattutto – senza futuro”. In conclusione, il messaggio è chiaro:
“No alla propaganda, no ai giochi di potere, no alla strumentalizzazione del malessere del personale. Il nostro impegno resta nei luoghi dove si decidono le cose, non dove si fanno selfie”. E il giudizio finale è secco, ma potente: “Il SINAFI resta, nei fatti, l’unico vero sindacato della Guardia di Finanza”.