Covid, in Sicilia niente scuola fino a giovedì

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Vacanze prolungate per entrare in contenzioso con lo Stato. Task force in riunione permanente per decidere dei prossimi giorni. In pochi giorni 4500 positivi in più nella provincia di Trapani.

In Sicilia governo regionale, modificando il calendario scolastico 2021-2022 ha rinviato il rientro a scuola a giovedì. Ma si sta continuano a monitorare la situazione  domani si terrà una nuova riunione della task force regionale.

Il presidente della Regione Musumeci ha accolto le richieste di rettori, dirigenti scolastici, rappresentanti sindacali e delle associazioni familiari, che hanno chiesto al governo nazionale di rivedere le attuali posizioni sulla didattica a distanza. Si è deciso cosi, nell’ambito di autonomia primaria sul calendario scolastico, di fare slittare l’apertura delle scuole di alcuni giorni, non aprendo così nessun contenzioso con il governo centrale che ha già annunciato di volere impugnare decisioni in contrasto con la legislazione vigente.  Intanto sarà possibile continuare a monitorare l’andamento della pandemia, permettendo alle scuole e al sistema sanitario di organizzarsi. E per l’assessore Lagalla la decisione presa dalla Regione permetterà ai dirigenti scolastici di operare  per favorire la ripresa delle attività didattiche in presenza, se la situazione epidemiologica lo consentirà. Come assicurato dall’assessore alla sanità Razza, il tempo disponibile potrà essere utilizzato per potenziare le  attività di monitoraggio sanitario e di vaccinazione della popolazione scolastica. Intanto da Palazzo d’Alì il sindaco di Trapani Giacomo Tranchida ha chiesto alla Regione di organizzare screening gratuiti prima del rientro in classe degli studenti. Ma c’è anche la necessità di ripristinare il pieno funzionamento delle Asp e dell’Usca e di reperire le mascherine FFP2 per il sistema scolastico. Il primo cittadino ha quindi evidenziato come, sebbene ii poteri di un sindaco anche in materia sanitaria oggi si scontrino con i limiti imposti in specifica materia dal legislatore nazionale, il diritto alla salute della comunità trapanese e le cause effetti conseguenti anche sull’economia sociale, non possano essere cestinati dalle logiche di fredda burocrazia governativa. Tranchida ha quindi ricordato la decisione, già a fine anno, di sospendere gli eventi, limitando le occasioni di assembramenti e disponendo òa la chiusura delle scuole per il 7 e 8 gennaio dopo l’allarme rosso lanciato dal Dipartimento epidiemologico Asp. E rimarcando, infine, come aa salute debba trovare pari diritto costituzionale con quello dello studio, ma in sicurezza».