Rivolta nelle carceri di Trapani, la conta dei danni [Le foto]

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Quadri elettrici danneggiati, neon in frantumi, cancelli divelti, mobili e suppellettili distrutti. Un’intera sezione devastata: la Mediterraneo. Rientrata la protesta, all’interno delle carceri Pietro Cerulli oggi si contano i danni. Ieri sera l’intera sezione è rimasta al buio. E’ stato necessario l’intervento della Protezione Civile che ha messo a disposizione un faro per illuminare l’ala di media sicurezza riservata ai detenuti per reati comuni. Sull’onda del timore di eventuali contagi da coronavirus e le restrizioni ai colloqui dovuti all’emergenza che si vanno ad aggiungere ai problemi di sovraffollamento, il penitenziario è diventato ieri teatro di tafferugli e rivolte. Piedi di tavolini trasformati in mazze, materassi e lenzuola dati alle fiamme. Così, dopo aver preso possesso della sezione, la rivolta si è spostata sul tetto dove sono stati danneggiati i pannelli dell’impianto fotovoltaico. Gli slogan “Indulto” e “Libertà” hanno scandito l’intero pomeriggio mentre dall’interno della struttura riecheggiava il rumore degli oggetti battuti sulle sbarre. L’intera zona è stata interdetta alla circolazione. Sono intervenute le volanti della Polizia, i carabinieri, la Guardia di Finanza e gli agenti in tenuta anti sommossa e i Vigili del Fuoco che hanno immediatamente domato i roghi. Ad appoggiare la protesta, parenti ed amici dei detenuti che si sono radunati all’esterno della casa circondariale. Sassaiole e lanci di uova all’indirizzo degli agenti presenti. Solo dopo diverse ore di trattative e grazie all’intervento del comandante della Polizia Penitenziaria Peppe Romano, la direttrice delle carceri Teresa Monachino ed il magistrato di sorveglianza, la situazione è tornata alla normalità. Per fortuna non si sono registrati feriti né tra le forze dell’ordine né tra i detenuti.