Devastati oltre 200 ettari di montagna: metà del bosco di Martogna non c’è più

L'incendio di giovedì scorso a Monte Erice, nel versante di Martogna. Distrutta la vegetazione sotto il Castellazzo e sotto Sant'Anna dove stavano crescendo tanti alberi. Forse tra qualche anno avremmo potuto avere nuovi boschi. L'ennesima occasione persa per il territorio.

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di Mario Torrente

Un intero versante devastato dalle fiamme. L’incendio di giovedì scorso ha “divorato” circa 250 ettari di montagna, praticamente il lato di Martogna che va da promontorio di pizzo Argenteria a quello del Castellazzo. Gravemente compromessa l’area demaniale di Martogna, dove sono andati a fuoco tantissimi alberi. Si è salvata solo la zona del parco avventura e quella degli animali. Molti alberi sono bruciati del tutto mentre altri hanno i tronchi anneriti per il passaggio del fuoco e le chiome non più verdi ma di colore marrone. Purtroppo il loro destino sembra già segnato mentre tanti alberi sono ridotti a scheletri. Praticamente mezzo bosco non c’è più. Almeno il 50 per cento dell’area demaniale di Martogna é stato devastato dall’incendio.

Si è salvata solo la parte alta del bosco, quella del Parco avventura e degli animali grazie all’abilità ed al coraggio di chi ha fronteggiato le fiamme, fermandone l’avanzata. Almeno lì. Per il resto è tutto devastato. E fa male vedere quello che fino a pochi giorni era un meraviglioso polmone verde ridotto così. In cenere. Il danno ambientale si somma alla perdita dell’unico posto dove potersi immergere nella natura ad un tiro di schioppo dalla città.

Martogna è infatti l’unico parco di riferimento del centro urbano di Trapani ed Erice, frequentato da tante famiglie con i loro bambini, sportivi e da chi tra questi viali passeggia immerso nella natura. Ideale anche per andare in mountain bike. Tant’è che ha più volte ospitato delle gare. E qui si allenavano tanti ragazzi sfruttando i percorsi tra gli alberi. A questo punto viene da chiedersi cosa accadrà adesso. E soprattutto se e quando si interverrà in questa area demaniale, sicuramente funzionale alla collettività trapanese ed ericina, per fare tornare un po’ di verde e ripristinare la parte gravemente compromessa dalle fiamme.

Tra l’altro gli alberi bruciati erano quelli più antichi del bosco. Avevano più di 50 anni. Lì il fuoco non era mai entrato. Fino al 5 maggio 2022. Un giovedì nero che ha segnato questo angolo del Monte ed il bosco di Martogna. Che ha perso i suoi alberi più antichi e maestosi.

Completamente distrutta anche la vegetazione sotto il Castellazzo e lungo la strada bianca che porta a Sant’Anna. Il fuoco è arrivato fino al muro del Santuario ma fortunatamente non ha svalicato nel lato dei Difali. Ridotto in cenere anche il pianoro delle Rocche del Calderaro. Danneggiate pure molte staccionate, come quella sotto la funivia. Si è anche salvata la Casa forestale che si trova lungo il sentiero di Sant’Anna, risparmiata dalle fiamme, che invece hanno incenerito il versante che guarda verso la curva di San Nicola e quello poco sotto l’Ermione. Il rogo durante la notte è praticamente arrivato quasi alle porte di Erice. Ma ad un certo punto ha cambiato direzione dirigendosi verso la curva di San Nicola, finendo la sua avanzata in un vallone che si vede dalla strada che collega Casa Santa con Erice.

LE IMMAGINI DEL BOSCO DI MARTOGNA DOPO L’INCENDIO