Trapani, altro che Bastiglia: qui si assalta… col microfono

di Luigi Todaro

Era il 14 luglio del 1789 quando i parigini, stanchi di tiranni, presero la Bastiglia. Giovedì sera, secondo quanto pubblicato da Trapanisi nel suo sito, sarebbe andato in scena un remake in salsa trapanese. Solo che, stavolta, al posto dei moschetti, ci sarebbero stati microfono e telecamera. E come obiettivo, non la Bastiglia, ma Palazzo Cavarretta.

Il racconto? Da sceneggiatura Netflix: una troupe – la nostra – che fa irruzione dentro il Palazzo; un cronista in versione barricadero che assalta prima l’assessore Enzo Abbruscato e poi Giuseppe La Porta. Peccato solo che non sia accaduto nulla di tutto questo. Nessun assalto, nessuna gomitata, nessun ascensore usato come trincea. La verità? Il giornalista ha fatto quello che dovrebbe fare: porre domande. Forse scomode, certo. Ma sempre e solo domande. Ed è proprio da lì che si capisce quanto fosse delicata la questione. Alla vista della telecamera di Telesud – la stessa che in passato hanno usato come passerella – i due assessori non l’hanno presa bene. Abbruscato, almeno, ha risposto. Con evidente fastidio, ma ha risposto. La Porta, invece, ha scelto la fuga: si agita, si innervosisce, non vuole essere intervistato – senza neanche sapere su cosa – colpisce il microfono e si rifugia in ascensore.

Le immagini parlano chiaro: il cronista fa un passo indietro, l’assessore lo spinge, poi le porte si chiudono. Fine della storia.

E a chi parla di aggressione, ricordiamo un dettaglio non da poco: in corridoio c’era un usciere. Seduto era e seduto è rimasto. Nessuna chiamata alla polizia municipale presente, nessun trambusto. Insomma, se davvero ci fosse stato un assalto in stile rivoluzione francese, almeno un “fermi tutti!” lo avremmo sentito.

E allora, Trapanisi, le immagini noi ce le abbiamo. Se anche voi le avete, mostratele. Altrimenti, lasciate stare la Bastiglia: a Trapani, di tiranni, ne abbiamo già abbastanza.