Sit-in per la riapertura della casetta dell’acqua a Marsala

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Si sta svolgendo in questi giorni a Glasgow, la Cop26, il vertice sul clima delle Nazioni Unite, in cui i leader di tutto il mondo si incontrano per trovare soluzioni urgenti per i cambiamenti climatici, i cui dannosi effetti cominciano a farsi sentire in maniera allarmante anche nella nostra Isola. Non dimentichiamo le immagini devastanti che hanno messo in ginocchio prima la Sicilia orientale ed oggi anche tutto il trapanese, con esondazioni di fiumi, frane e strade allagate. Eventi che un tempo erano sporadici, oggi sono sempre più frequenti.

I giovani di Friday For Future hanno manifestato a Glasgow e in tante altre piazze del mondo, sollecitando i governanti ad aver il coraggio di fare scelte importanti, in grado di avere conseguenze che riducano drasticamente l’aumento della temperatura in tempi molto più brevi.

In ogni città si sente forte l’esigenza di applicare una linea politica omogenea per accompagnare la transizione ecologica che l’Unione Europea ha previsto già da tempo, mettendo in campo milioni di fondi perché l’inizio di tale passaggio avvenga celermente: Altri consistenti risorse son inserite nel PNRR affinché vengano impiegate in maniera efficace e nella massima trasparenza per una riduzione delle emissioni di Co2. La bozza del documento finale della Cop26, prevede la possibilità di limitarle al 45% entro il 2030. I vari paesi partecipanti al summit esortano a definire piani e politiche per raggiungere zero emissioni entro la metà del secolo.

Se tali obiettivi non verranno raggiunti, i primi che pagheranno le spese saranno proprio gli adolescenti di oggi e le generazioni future di domani. Perciò vanno ascoltate le loro richieste e seguite le loro scelte che sono sacrosante e indispensabili per la salvezza del Pianeta.

In tutta Europa, si progettano nuove piste ciclabili, si attivano le campagne di sensibilizzazione per la differenziata, si invogliano i cittadini ad un maggiore utilizzo di mezzi di trasporto pubblico, aumentando le corse e i collegamenti con le periferie. Si piantumano milioni di nuovi alberi. In molti comuni siciliani si sono già attivati in questo senso. Stefano Mancuso aveva in un suo studio recente parlato di piantare nei prossimi anni mille miliardi di alberi. Una cifra che sembrava iperbolica e che invece nell’incontro di Glasgow ha avuto un riscontro positivo.

Nella nostra città ci guardiamo intorno e fino ad oggi assistiamo solo ad un processo inverso una totale indifferenza rispetto a quello che seguono gli altri Stati Europei e le stesse città italiane. Nessuna, nemmeno la più marginale transizione ecologica, degna di segnalazione è in atto. Si riducono le corse degli autobus pubblici, autobus Euro 6 acquistati grazie ai fondi europei; si contesta l’unica pista ciclabile, con azioni ostruzionistiche che ne impediscono l’utilizzo e la mancata manutenzione per renderla fruibile; non si avvia ad alcun piano di riforestazione di parchi e di aree pubbliche; si chiude l’unica casa dell’acqua esistente e non se ne aprono altre.

Ci chiediamo in quale direzione questa amministrazione sta portando la nostra città e il nostro territorio.

Di fronte a tale inerzia e in linea con i fermenti in atto nel mondo per un effettiva transizione ecologica globale, abbiamo deciso di attivarci con una serie di iniziative

partendo dal sit-in per la riapertura della casa dell’acqua chiusa da un anno domenica 14 Novembre alle ore 10,00 in Piazza del Popolo. Questo contribuirà, seppur in minima parte, alla riduzione della plastica, nonché a dare un aiuto alle famiglie più disagiate perché l’acqua potabile è un bene pubblico e deve rimanere gratuita.

Ne seguiranno altre per sensibilizzare e portare proposte perché la città di Marsala sia al passo con gli obiettivi posti a Glasgow. Coinvolgeremo soprattutto i giovani che, nelle scelte che riguardano proprio il loro futuro, rimangono sempre esclusi.

Poiché ci sentiamo europei e cittadini del mondo non possiamo ignorare che anche Marsala – città che ha vissuto e vive una profonda crisi ecologica e sociale -, debba darsi una visione di insieme e dimostrare di essere capace di realizzare un piano di proposte nell’immediato ripensando il futuro della nostra casa comune. Il presidente del Consiglio Draghi ha detto che i fondi ci sono e che occorre spenderli subito coinvolgendo la banca mondiale e i capitali privati nella lotta al cambiamento climatico contribuendo a far fare un passo in avanti alla Cop26 anche rispetto al G20 di Roma.

“Un vero cambiamento di prospettiva che deve porre al centro di ogni nostra azione la dignità di tutti gli esseri umani di oggi e di domani”, così come ha detto Papa Francesco.

Per il Circolo online Nilde Iotti

la coordinatrice Linda Licari