La Trapani Shark firma una delle vittorie più importanti nella sua prima stagione in Basketball Champions League battendo 101-88 il Bnei Herzliya. Una serata dal sapore storico, la prima affermazione casalinga del club in una competizione continentale, che arriva al termine di una partita vibrante, combattuta e ricca di contenuti tecnici. In un Pala Shark infuocato e reso ancora più elettrico da un imponente piano di sicurezza legato alla presenza della squadra israeliana, la formazione di Jasmin Repesa ha mostrato maturità, equilibrio e capacità di lettura, ribaltando una sfida che all’intervallo sembrava compromessa.
L’inizio è stato complicato anche sul piano logistico: un canestro danneggiato durante il riscaldamento ha costretto a un rinvio di circa quindici minuti, ma al fischio d’inizio la squadra israeliana si è fatta subito trovare pronta. Nei primi minuti gli ospiti hanno imposto la propria fisicità, dominando a rimbalzo e trovando punti facili in transizione con Onuaku, autore di un primo quarto quasi perfetto. Trapani è apparsa contratta, prigioniera di qualche eccesso di frenesia offensiva e di una difesa che non riusciva a contenere il gioco interno degli israeliani. Sul 3-10 Repesa ha chiamato il primo timeout per riorganizzare la squadra, ma il Bnei ha continuato a spingere, trovando in Varnado e Douglas due riferimenti affidabili nel perimetro. Solo nel finale la Shark ha dato segnali di vita: Notae, con una tripla delle sue, ha ridato ritmo all’attacco e Rossato ha accorciato le distanze. Il 22-30 del primo quarto ha fotografato comunque la superiorità iniziale della formazione israeliana.
Nel secondo periodo la partita si è fatta più tattica. Repesa ha ruotato gli uomini, inserendo Eboua e Ford per dare maggiore protezione al ferro e provare a cambiare l’inerzia con la difesa. L’impatto è stato positivo, anche se Herzliya ha continuato a punire ogni disattenzione granata, trovando punti importanti da Stewart e dallo stesso Onuaku. Sul 25-38, con il massimo vantaggio ospite, è arrivata la reazione che ha cambiato l’andamento del match: Alibegovic ha colpito da tre, Allen ha trovato un paio di penetrazioni vincenti e il Pala Shark si è acceso. Trapani ha ritrovato ritmo offensivo e fiducia, confezionando un parziale di 10-0 che ha riportato la gara in equilibrio. L’intervallo è arrivato sul 46-51, con la Shark più viva e consapevole di potersela giocare fino in fondo.
Il terzo quarto è stato il manifesto del carattere di questa squadra. Trapani ha cambiato marcia, aggredendo la partita con una difesa più alta e una circolazione di palla finalmente efficace. Hurt ha aperto con due triple consecutive che hanno infiammato il palazzetto e costretto il coach israeliano al timeout. Petrucelli, protagonista silenzioso, ha alzato la pressione sulla palla e ha tolto ritmo agli esterni avversari. Eboua ha dato presenza fisica sotto canestro, mentre Notae ha iniziato a colpire in transizione, alternando accelerazioni e scarichi intelligenti. Herzliya ha perso brillantezza e lucidità, con Onuaku carico di falli e meno incisivo. Allen, in costante crescita, ha trovato canestri pesanti nei momenti chiave e ha messo in ritmo i compagni. Il 73-72 di fine quarto, dopo un parziale da 27-21, ha certificato il sorpasso e spostato definitivamente l’inerzia dalla parte dei granata.
Nell’ultima frazione Trapani ha gestito con autorevolezza e intelligenza. Allen ha continuato a prendersi responsabilità, segnando con continuità e dimostrando di essere il vero leader tecnico della squadra. Ma il protagonista più inatteso è stato Paul Eboua, autore di due triple consecutive che hanno scavato il solco decisivo a tre minuti dal termine. Herzliya, in difficoltà di falli e con Onuaku costretto a uscire per limite personale, ha perso equilibrio e fiducia, subendo la spinta emotiva di un Pala Shark in delirio. Ford ha completato il lavoro con un paio di penetrazioni vincenti e un’ottima gestione dei possessi, mentre Petrucelli ha chiuso la saracinesca in difesa. Negli ultimi minuti il tabellone è scivolato fino al 101-88 finale, tra l’esultanza generale e la consapevolezza di aver scritto una pagina storica.
A livello statistico, spiccano i 22 punti di Allen, leader e trascinatore, i 19 di Hurt con cinque triple, i 15 di Alibegovic e i 14 di Notae, tornato sui suoi standard dopo il rientro dall’infortunio. Ottima anche la prova di Eboua, 13 punti e presenza costante in entrambe le metà campo. Per il Bnei Herzliya, 20 punti e 8 rimbalzi di Onuaku non sono bastati a evitare un crollo finale favorito dalle 18 palle perse e da un netto calo difensivo negli ultimi dieci minuti.







































































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