Quartiere Sant’Alberto, eternit abbandonato tra le abitazioni

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La strada, una traversa della via Michele Amari, nel cuore del quartiere Sant’Alberto, era stata ripulita appena pochi giorni addietro. C’era di tutto, con rifiuti di ogni genere e tipo che andavano a formare una discarica abusiva a cielo aperto. Un autentico pugno nello stomaco, nel bel mezzo del centro abitato ed a pochi metri da una arteria densamente trafficata. Ma il quadro di decoro e pulizia è durato pochissimo. Nel giro di poche ore dalla bonifica ecco che in via Empedocle d’Agrigento sono rispuntati nuovi rifiuti, per di più pericolosi, visto che si tratta di eternit. Il materiale scaricato abusivamente è un vecchio contenitore in amianto, di quelli usati tempo addietro per l’acqua, che sarà stato portato lì con un mezzo, considerato la dimensione e quindi anche il peso. Come avviene, del resto, per tutti i rifiuti ingombranti che nel giro di una notte spuntano in diversi angoli di Trapani e dintorni.

È sotto gli occhi di tutti. Il territorio è sempre più ridotto ad una pattumiera, con il fenomeno dell’abbandono dei rifiuti per strada e nelle aree pubbliche che ha superato da un pezzo la soglia di allarme: un po’ ovunque si trovano infatti vecchi elettrodomestici, mobili, materiale edile, componenti di wc e quant’altro. In piena città come nelle campagne, dove tra le stradine sterrate ormai ci sono più rifiuti che alberi. Insomma, un quadro di emergenza ambientale, e civica, che va peggiorando sempre più. E che costa al Comune di Trapani oltre ottocento mila euro l’anno, le somme che l’esecutivo di Palazzo D’Alì sborsa per pulire e bonificare le zone sporcate da chi non rispetta le regole, abbandonando rifiuti dove capita. Spesso sempre negli stessi punti, come in via Empedocle d’Agrigento, dove un giorno sì e l’altro pure spunta spazzatura. Ingombranti compresi. Si vede che la stradina sterrata, alle spalle della scuola di via Terenzio, è stata “scelta” da incivili e “scaricatori” vari come punto dove abbandonare immondizia e rifiuti ingombranti, compresi anche quelli pericolosi come l’eternit. Ma non va meglio nella trafficatissima via Michele Amari, asse viario portante del Rione Palma, dove ogni mattina sputano, quasi fossero funghi porcini, sacchetti dell’immondizia a bordo della carreggiata o sul marciapiede, lasciati la sera prima da chi proprio non vuole saperne di fare la raccolta differenziata, in barba al rispetto delle regole e al più basilare senso civico. Così chi invece si attiene al calendario dei conferimenti, uscendo i mastelli la sera prima, ogni giorno deve sorbirsi la spazzatura lasciata per strada dai vicini di casa che invece continuano a mettere tutto in un sacchetto, lasciandolo dove più gli garba. Alla fine il prezzo lo pagano i cittadini per bene, che oltre a sorbirsi l’immondizia degli incivili devono farsi carico, attraverso la Tari, dei costi per ripulire le strade visto che ogni mattina gli operatori sono costretti a raccogliere sacchetto dopo sacchetto tutto ciò che trovano per strada per evitare di far formare vere e proprie “montagnette di monnezza”. Il rischio è di ritrovarsi, nel giro di pochi giorni, con cumuli di immondizia per strada, con tutto ciò che ne consegue in materia di igiene e rischi per la salute. Perchè abbandonare rifiuti per strada fa male, oltre che all’ambiente, anche alla salute. Ma questo molti proprio non riescono a capirlo. O forse fanno finta di non capire.

Mario Torrente