La pista ciclabile della via del Sale, il Wwf: “Servono le manutenzioni ordinarie”

di Mario Torrente

Nei giorni scorsi sono partiti, tra rifiuti, canali ostruiti e buche nella pavimentazione, i lavori di pulizia straordinaria della pista ciclabile della via del Sale. Eppure 22 anni quando venne progettato questo itinerario, si trattava di un’idea di mobilità sostenibile davvero all’avanguardia. Ma i risultati non stati ben altri…

La pista ciclabile della Via del Sale rappresenta sicuramente qualcosa di unico. Anche se si interrompe prima del ponte, nei due chilometri di tragitto regala scorci unici, tra la Riserva delle Saline, ciò che resta degli antichi mulini ed i paesaggi da un lato sulla città, dall’altro sulla maestosità di Monte Erice. Ed al tramonto l’incanto si veste con la magia dei colori ai crepuscolo che si specchiano sull’acqua delle vasche. Con il sottofondo della numerosa avifauna e di tutta la vita che affolla questa meravigliosa oasi di biodiversità. Un contesto molto apprezzato dai turisti che, andando alla scoperta delle bellezza di Trapani e dintorni, si avventurano nella pista ciclabile. Si perchè da un po’ di tempo per i fruitori della Greenway delle Saline, percorrere alcuni tratti della ciclabile era diventata un’impresa avventurosa: adulti e piccini, italiani e stranieri, arrivando da Trapani dall’incrocio con via Dorsale ZIR in direzione della salina Maria Stella si ritrovavano a pedalare o a camminare evitando diverse insidie lungo il percorso. Manto stradale quasi chiuso dalla vegetazione spontanea cresciuta lunga la stessa, rifiuti abbandonati tra la vegetazione rischiando nella migliore delle ipotesi la foratura delle gomme e pedalata dopo pedalata, con la possibilità di trovarsi lungo la carreggiata qualche insidioso cedimento del manto con vere e proprie voragini nascoste dalla vegetazione, come quella che si è formata, a quanto pare dopo le piogge dello scorso autunno, quasi davanti il Mulino Maria Stella. Adesso, quanto meno, dopo l’intervento di scerbatura, i cedimenti sono visibili anche grazie alle indicazioni di pericolo ed al nastro rosso.

La percorribilità migliora dopo il Mulino Maria Stella, mentre il tratto precedente in direzione Trapani in diversi tratti è piuttosto malconcio. Ma la tranquillità ed il piacere di una passeggiata rilassante costeggiando la Riserva delle Saline dura poco, quando ad un certo punto la ciclabile si interrompe, infrangendo le aspettative di quanti si ritrovano con grande delusione a proseguire direttamente sulla strada provinciale con le auto accanto.

“Si parla di mobilità sostenibile – ha sottolineato il direttore della Riserva delle Saline Silvana Piacentino, che in questi mesi ha più volte sollecitato interventi di manutenzione lungo la ciclabile – e ci immaginiamo che da qui a qualche anno verranno completati gli altri circa 30 chilometri, ma nel frattempo è necessario curare adeguatamente ciò che esiste da 22 anni, costituendo già una risorsa per il territorio. Certamente è una goccia nel mare e si poteva fare meglio e di più anche dal punto di vista della progettazione, ma c’è, esiste e viene percorsa”, ha rimarcato la rappresentante del Wwf, ente gestore dell’area protetta.

Necessiterebbe di ordinarie manutenzioni e regolare raccolta e smaltimento dei rifiuti – ha continuato la Piacentino – a maggior ragione della mancata estinzione degli abituali detentori della patente di inciviltà che si ostinano ad abbandonare i rifiuti che terminano la loro corsa lungo le vasche e i canali di salina, lungo la strada provinciale e immancabilmente lungo la ciclopedonale. Alla domanda del bambino incontrato in bicicletta lungo la pista ciclabile che facendo fatica a pedalare e non riuscendo a vedere né gli uccelli né il tramonto, chiede “perché sia così”, verrebbe da rispondere che il passaggio lungo la ciclabile quasi non c’è più perché la natura si riprende gli spazi. Al genitore incredulo ed anche un po’ preoccupato per le sorprese durante il percorso, invece che, nonostante 22 anni fa questo territorio abbia brillato per l’intuizione di un percorso ciclo pedonale di mobilità sostenibile di un pezzo di territorio unico per bellezza, si è poi arenato; ricordandosi magari a fasi alterne di prendersi cura di ciò che aveva già realizzato. Le “cure necessarie” – ha concluso Silvana Piacentino – si chiamano manutenzione e si accompagnano però anche alla civiltà da parte della collettività che, mai e poi mai, dovrebbe tollerare che qualcuno possa far scivolare dalle proprie mani, per finire gettato al suolo, anche solo un minuscolo pezzettino di carta. Oggi, accogliamo gli interventi in essere, dopo le tante richieste di manutenzione e pulizia della ciclopedonale fiduciosi che le necessarie cure, verranno eseguite, concluse e assicurate nel tempo, come il decoro di una Riserva Naturale e di un importante percorso culturale, quale quello della “Via del Sale” meritano e richiedono”.