RIP, requiescat in pace, si legge in molte tombe del cimitero di Trapani. In realtà non sembra esserci pace per i poveri defunti trapanesi che, indifferenti alle cose dei vivi, vedono però i loro cari in continua lotta con la burocrazia, le inefficienze, le errate interpretazioni normative. Risolta la questione dei loculi, con nuovi spazi. Risolta, almeno nelle intenzioni, non ancora con i fatti, la questione dell’ascensore per raggiungere i piani alti dei padiglioni, un’altra questione ha agitato la gestione del cimitero. Si tratta di una nota dell’ASP che di fatto poneva, a norma dell’articolo 84 del regolamento di polizia mortuaria, secondo gli uffici dell’ASP, il divieto di esumazioni straordinarie nei mesi da maggio a settembre di ogni anno. A norma dell’articolo 89 stesso divieto per le estumulazioni straordinarie e ordinarie, nel medesimo periodo. Risultato: il comune non avrebbe potuto liberare spazi per i nuovi defunti. Circostanza estesa anche anche alle cappelle e alle sepolture private. È proprio da un caso singolo, di genitori in attesa di seppellire un figlio nella propria cappella, esposto alla consigliera comunale Anna Garuccio, che ha preso le mosse la ricerca normativa e la richiesta di approfondimento della legge di polizia mortuaria. Ne è emerso che almeno uno degli articoli citati nel documento dell’ASP che pongono un divieto non è quello corretti. O meglio è stata ingenerata confusione tra esumazioni ed estumulazioni. Le prime sono in effetti vietate nei periodi indicati, e fanno riferimento ai feretri di solo legno che vengono inumati in terra; le estumulazioni, invece, sono sempre possibili e si riferiscono alle casse in doppio feretro (legno e zinco). Inoltre la consigliera Garuccio che con tigna s’è messa a studiare i regolamenti di polizia mortuaria, anche di altri comuni, e che ha consultato numerosi esperti in materia cita infine l’art 88 nel quale è scritto chiaramente che il sindaco ha sempre il potere di disporre le estumulazioni, in qualsiasi periodo dell’anno, a patto che le condizioni del doppio feretro, secondo la valutazione delle autorità sanitarie, consenta il trasporto e il trasferimento dei poveri resti umani. La ricerca normativa della consigliere Garuccio è finita sul tavolo del segretario generale del comune, del sindaco, dei funzionari cimiteriali e del funzionario dell’ASP che aveva posto il divieto. Un caso risolto dalla caparbietà di una consigliera d’opposizione, considerata a buona ragione una rompiscatole, ma che questa volta ha cavato le castagne dal fuoco ad una amministrazione distratta su una questione di massimo rilievo.