Basket, la protesta solitaria e silenziosa di una storica tifosa granata

Trapani, ore dieci del mattino. Il sole picchia forte su piazza Vittorio Veneto, arroventando l’asfalto e svuotando le strade. Ma lì, davanti al Comune, c’è una donna che sfida il caldo e il silenzio: Caterina Isca, volto storico della tifoseria trapanese, colonna portante di quel tifo che riempie gli spalti con cori, bandiere e speranze.

Non ha bisogno di parole, Caterina. Basta quel gesto semplice e potente: sollevare al cielo la sua sciarpetta granata. Un simbolo che grida più forte di qualsiasi slogan. La sua protesta è solitaria, ma non muta. Parla agli occhi di chi passa, punge le coscienze di chi dovrebbe ascoltare. Non è solo una tifosa che difende una squadra, è una cittadina che difende un’identità collettiva. Caterina non cerca visibilità. Cerca rispetto. Per sé, per la storia di una tifoseria, per una città che ha sempre trovato nello sport un rifugio, una passione, un motivo per sperare e sognare.