Brusca frenata ad agosto per il turismo a Palermo. Federalberghi Palermo registra un calo medio del 10% delle presenze turistiche rispetto allo stesso periodo del 2024.
«Questo dato – afferma Rosa Di Stefano, presidente degli albergatori palermitani – è un campanello d’allarme. Palermo ha un potenziale straordinario, ma la percezione di insicurezza tra i turisti sta erodendo il nostro essere attrattivi. In un mercato globale altamente competitivo, l’immagine della destinazione è un elemento decisivo. Se non interveniamo subito con azioni concrete per migliorare la sicurezza urbana e la gestione degli spazi pubblici, rischiamo di compromettere il posizionamento conquistato negli ultimi anni».
Secondo il Conto Satellite del Turismo, ogni euro speso da un visitatore si moltiplica lungo l’intera filiera economica, generando benefici diffusi e occupazione stabile. Palermo, con un valore aggiunto turistico stimato in 795,5 milioni di euro, si conferma tra le prime venti destinazioni italiane per ricchezza generata dal turismo, occupando la 16ª posizione nel ranking nazionale 2025.
Il turismo a Palermo non è solo ospitalità: è ristorazione, artigianato, commercio, eventi, cultura e trasporti. Un ecosistema che vive dell’arrivo di viaggiatori da tutto il mondo e che sostiene centinaia di imprese e migliaia di posti di lavoro.
«Proteggere il brand Palermo – conclude Di Stefano – significa proteggere migliaia di posti di lavoro, centinaia di imprese e un’economia che può crescere ancora, se sostenuta da politiche adeguate e visione di lungo periodo. Il turismo è, allo stesso tempo, uno dei motori economici più potenti di centinaia di comunità italiane e uno degli asset più sottovalutati del nostro sistema produttivo».


















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