Parcheggi dal costo elevato e servizi quasi inesistenti. È la critica mossa da molti turisti che, in queste settimane, hanno scelto Trapani come meta delle loro vacanze.
Per fare un bagno nella suggestiva spiaggetta sotto l’ex mercato del pesce, ad esempio, si paga 1,50 euro l’ora per la sosta. Una cifra non indifferente, ma che molti accettano pur di godere di un panorama da cartolina, con Torre Ligny sullo sfondo.
Una volta in spiaggia, però, arrivano le delusioni: niente cestini, nessun servizio di vigilanza, assenza di bagni chimici. L’amministrazione comunale assicura che la pulizia viene effettuata regolarmente, ma cittadini e visitatori faticano a notarlo.
Negli ultimi anni Trapani è diventata sempre più spesso una meta di soggiorno e non solo di passaggio, come accadeva in passato per chi puntava verso San Vito Lo Capo o le Egadi. E proprio per questo, le lamentele si fanno più insistenti: i trapanesi si rassegnano, i turisti alzano la voce e chiedono più rispetto, chiarezza ed efficienza.
Un visitatore, «profondamente innamorato di Trapani e della sua provincia», ha scritto al sindaco Tranchida e ad alcuni organi di stampa trapanesi, e ha raccontato la sua disavventura di domenica 27 luglio. Dopo aver parcheggiato regolarmente in piazza Vittorio Emanuele e pagato sei ore di sosta, è tornato con largo anticipo per scoprire che l’area era stata transennata per un evento musicale e la sua auto rimossa. Nessuna segnalazione chiara o divieto visibile al momento dell’arrivo. Risultato: 82 euro tra multa e spese di rimozione.
«All’imbocco da via Fardella – spiega – la strada non era interdetta al transito. I divieti, solo due e posti sul lato destro, non indicavano chiaramente l’impossibilità di sostare anche sull’altro lato, come previsto dal codice della strada. Nei tratti ancora aperti non c’erano transenne, operatori comunali o vigili a fornire indicazioni. È stato impossibile immaginare che la zona sarebbe stata chiusa poco dopo».
Al ritorno, l’auto non c’era. E nemmeno informazioni su dove fosse finita. Solo grazie alla disponibilità di alcuni cittadini, il turista ha potuto rintracciarla poco prima che il deposito chiudesse.
«Non si è trattato di disattenzione, ma di segnaletica insufficiente e gestione poco chiara. Non chiediamo provvedimenti particolari, solo che le ordinanze vengano applicate con correttezza e chiarezza, per il bene di tutti».
Il problema dei parcheggi a Trapani è finito anche su TikTok. Una giovane turista, appena arrivata in città, ha postato un video diventato virale: «Dove si parcheggiano le macchine a Trapani? Ci sono passi carrabili ovunque, divieti con rimozione, orari di pulizia… Siamo già stressati ed è solo il primo giorno».
Una cattiva pubblicità che rischia di allontanare i visitatori, trasformando nuovamente Trapani in una città di passaggio.
Perché è proprio qui la questione: vogliamo davvero che i turisti se ne vadano con un brutto ricordo? O non sarebbe meglio accoglierli con più servizi, più chiarezza e più rispetto?


















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