Simona Cinà: una morte ancora avvolta dal mistero

Una morte ancora avvolta nel mistero e una famiglia che vuole, a gran voce, la verità. E mentre i genitori di Simona da giorni convivono con un dolore atroce, la parola ora passa ad un consulente chimico-tossicologico. A lui il compito di fare piena luce sul decesso della pallavolista di 20 anni morta mentre partecipava a una festa di laurea in una villa di Aspra.

La Procura di Termini Imerese, che ha aperto un fascicolo per omicidio colposo, ha deciso di avvalersi dell’esperienza di Vincenzo Nicolì, 47 anni, chimico palermitano specializzato in tossicologia forense.

Il pubblico ministero Raffaele Cammarano ha firmato il decreto di nomina nei giorni scorsi: l’incarico riguarda approfondimenti tecnici a integrazione dell’autopsia già eseguita sul corpo della giovane.

Il consulente avrà il compito di analizzare eventuali sostanze presenti nell’organismo della ragazza, al fine di chiarire se l’arresto cardiocircolatorio che l’ha stroncata possa essere stato provocato da fattori esterni o da una reazione tossica.

Simona Cinà si era tuffata in piscina poco dopo la mezzanotte. A dare l’allarme erano stati alcuni amici, dopo averla vista galleggiare priva di sensi. Inutili i soccorsi.

La festa, alla quale partecipavano decine di giovani, era stata interrotta dal dramma che ha lasciato una comunità sotto shock. Gli inquirenti stanno cercando di ricostruire con esattezza quanto accaduto in quelle ore.

L’eventuale presenza di sostanze stupefacenti o di alcol in quantità elevate sarà oggetto delle nuove analisi. I risultati sono attesi entro le prossime settimane.