Trapani, partito il processo “Scialandro”

Al via, questa mattina a Trapani, il processo scaturito dall’operazione antimafia denominata Scialandro.

Condotta, nel 2023, da polizia e carabinieri ha interessato le “famiglie” di Custonaci, Valderice ed Erice.

Coinvolto nell’indagine anche Carlo Guarano, ex vice sindaco di Custonaci, considerato la “longa manus” dei boss dentro il Comune.

Tra gli indagati, poi, personaggi di spicco come Giuseppe Costa, che fece parte del gruppo di sequestratori del piccolo Giuseppe Di Matteo; Mariano Minore figlio e nipote dei boss Calogero e Totò Minore; l’ergastolano Pietro Armando Bonanno che era ritornato in semi-libertà dopo 30 anni di carcere.
Quest’ultimo è imputato innanzi al tribunale presieduto da Daniela Troja, proprio assieme a Mariano Minore e a Gaetano Gigante, Francesco Lipari, Giuseppe Maranzano, Mario Mazzara, Francesco Todaro e Giuseppe Zichichi.
Aperto il dibattimento dopo che sono state risolte le preliminari questioni processuali, l’udienza è stata rinviata al prossimo 20 febbraio. Altri dieci indagati nell’ambito della stessa operazione hanno, invece, chiesto di essere giudicati con il rito abbreviato. Sono Gaetano Barone; Giuseppe Costa; Santo Costa; Luigi Grispo; Carlo Guarano; Andrea Internicola; Paolo Magro; Giuseppe Maltese; Vito Manzo; Roberto Melita.

Per loro la Procura ha chiesto oltre 100 anni di carcere.
Nell’operazione Scialandro vennero indagate trentuno persone, ma solo per diciotto la Procura di Palermo ha chiesto il rinvio a giudizio.