Zona arancione, c’è la seconda richiesta dell’Asp alla Regione

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di Mario Torrente

Dopo la nota dello scorso 7 gennaio, oggi il Dipartimento di prevenzione dell’Asp ha fatto partire una seconda richiesta di zona arancione per la provincia di Trapani. Questa volta però ci sono tutti comuni del comprensorio, quindi anche Vita e Salemi, inizialmente non presenti nell’elenco. Nel documento sono contenute le schede relative ai 24 comuni della provincia (Misiliscemi rientra in quella di Trapani, ndr) “contenenti gli indicatori epidemiologici che presentano valori sufficienti – si legge nella nota – a giustificare le singole proposte di intervento di mitigazione e contenimento sella pandemia SARS COV 2 a livello territoriale per zone ad alto rischio”.

Per quel che riguarda Trapani emerge come l’indice di positività si sia quasi triplicato, passando dal 12 per cento della settimana dal 27 dicembre 2021 al 2 gennaio 2022, al 32 per cento del periodo compreso tra il 3 ed il 9 gennaio. Andando a confrontare i dati, il 27 dicembre i positivi erano 677 ed il 28 dicembre l’Asp invia una nota ai comuni con il maggior numero di casi, tra cui Trapani, in cui dava delle indicazioni per fronteggiare l’epidemia, a partire dall’annullamento degli eventi e la sospensione delle attività didattiche.

È stata proprio questa nota a portare le amministrazioni comunali ad annullare le iniziative natalizie, come avvenuto a Trapani, dove il sindaco Tranchida ha emesso la prima ordinanza con misure per fronteggiare l’aumento dei casi, citando in premessa proprio il documento dell’Asp dello scorso 28 dicembre. E tra i provvedimenti che sono stati presi nel provvedimento c’era anche la sospensione delle attività didattiche. Motivo per cui in città di sarebbe dovuto tornare in classe lunedì 10 gennaio e non venerdì 7 anche se molte scuole, quelle che hanno la settimana corta, nell’ambito della loro autonomia d’istituto, si erano presi un giorno in più di vacanza allungando il rientro alla settimana dopo l’Epifania.

Nel frattempo la Regione, in via precauzionale dopo una riunione della task force, ha disposto la modifica del calendario scolastico, mettendo altre tre giornate di vacanza. Alla fine in Sicilia le scuole hanno riaperto oggi, ma non in tutti i comuni. Sono stati diversi i sindaci dell’isola che, in base all’articolo 50 del Testo unico degli enti locali, hanno deciso di fare restare chiuse le scuole. Tra questi comuni c’è anche Trapani, l’unico in provincia, dove tra l’altro la richiesta di dad era stata avanzata da alcuni dirigenti scolastici. E nel corso della conferenza dei sindaci convocata dallo stesso Tranchida a Palazzo D’Alì, anche l’Ordine dei Medici ed i pediatri si erano espressi, davanti al dilagare dei contagi, per un rinvio del ritorno in classe in presenza.

Il sindaco Tranchida, dopo l’ennesima riunione dell’Anci, ha così deciso di predisporre una ordinanza per fronteggiare l’aumento dei casi sulla falsa riga di quanto già fatto dopo la nota dell’Asp dello scorso 28 dicembre. Del resto, se già a fine anno con molti meno casi l’Azienda sanitaria aveva dato indicazioni per fronteggiare l’emergenza, tra cui la sospensione delle attività didattiche, per quale motivo non si dovrebbe fare lo stesso adesso con molti più casi? Numeri alla mano, il 27 dicembre a Trapani i positivi erano 677, il 3 gennaio 1060, il 10 gennaio 1883, ieri 2325. Oggi, sempre in base ai dati forniti dall’Asp, a Trapani si contano 2502 casi.

Insomma, i numeri a Trapani in poco più di quindici giorni sono più che triplicati con un trend che è continuato a crescere in tutta la provincia, dove in base all’ultimo report dell’Asp si è passati dai 12.381 casi di ieri ai 13.062 di oggi. E secondo quanto messo nero su bianco dal Dipartimento di prevenzione ci sono tutte le condizioni per fare scattare la zona arancione per almeno quattordici giorni.