Classi ghetto a Marsala. La vicenda che tiene banco da giorni ha suscitato molte polemiche

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“Riguardo alla notizia di stampa relativa ad una classe della scuola primaria dell’Istituto Asta di Marsala che sarebbe composta da 22 figli di pregiudicati, il sindaco Massimo Grillo dichiara quanto segue: <<Spero che non sia vero, sarebbe molto grave. Credo nella serietà delle fonti da cui proviene la notizia, credo e spero anche che la dirigente possa chiarire presto. Per quanto mi riguarda ho chiesto formalmente informazioni alla stessa dirigente e attendo la relazione a stretto giro>>”. E’ questo, appunto, il commento del primo cittadino di Marsala su una vicenda che tiene banco da giorni in città. L’argomento viene subito affrontato anche dall’On. Eleonora Lo Curto, che in una nota dettagliata esprime tutta la sua amarezza per la vicenda marsalese. Questo il testo integrale: “Ignobili menzogne spacciate per indiscutibili certezze”. Così la deputata regionale Eleonora Lo Curto, interviene sulla questione della classe ghetto nel plesso Sappusi di Marsala. “La scuola “Sturzo-Asta” di Marsala, come ogni altra scuola ad ogni latitudine del mondo, opera come baluardo della legalità e dell’integrazione. Non ci sono classi ghetto a Marsala, ed è alquanto strana la dichiarazione del dottor Inguì in Commissione regionale antimafia. Le sue affermazioni sono false, stante la storia della dirigente – da me conosciuta – che attualmente guida l’istituto e la storia stessa della scuola che ha operato da sempre in un territorio complesso con grande dignità e capacità di contrastare l’insuccesso scolastico dei bambini. Quella del quartiere Sappusi a Marsala è una scuola meravigliosa, altro che scuola ghetto. Meno che mai è pensabile che ci sia una classe dove vengono ammassati i bambini, a prescindere dal fatto che non si chiede a nessun genitore di esibire il certificato penale. E quando i Servizi sociali – prosegue Eleonora Lo Curto, anche lei Dirigente scolastica – segnalassero qualche situazione particolare, i bambini interessati vengono messi nelle condizioni di una piena integrazione in classi eterogenee. Sono certa che c’è dell’altro dietro la dichiarazione di Inguì. Guarda caso l’insegnante che ne ha parlato è sua sorella, che dubito abbia potuto dire una menzogna così eclatante. Per questo mi auguro che la dirigente Alagna avvii una giusta ispezione per comprendere come un’insegnante di scuola dell’Infanzia potesse avere un elenco con dati sensibili che non può comunicare a nessuno, men che meno al fratello. Approfondirò la questione e chiederò alla Commissione antimafia che, a questo punto, penso abbia svolto per sette mesi indagini in maniera unidirezionale. Dal 14 settembre 2021, quando è stato sentito Inguì, come mai non è stata chiamata anche la dirigente della Scuola? Cosa c’è dietro questa indagine unilaterale, falsa, tendenziosa e calunniosa nei confronti della scuola di Sappusi? Va tenuto presente, come ha detto il direttore dell’Usr Sicilia Suraniti, che le scuole – aggiunge il capogruppo Udc al Parlamento siciliano – quando formano le classi procedono con un’apposita Commissione che opera in maniera trasparente e chiara, fissando criteri che vengono deliberati dai collegi dei docenti, dai consigli di Circolo e di Istituto. I presidi non hanno la facoltà, né la volontà, di agire arbitrariamente creando una classe ghetto. Pertanto le dichiarazioni mendaci vanno perseguite, perché calunniano tutta la scuola. Chiederò in Parlamento regionale spiegazioni al presidente Fava perché egli presiede una Commissione non per fare il capo corrente, ma per fare il suo dovere. Un’indagine prevede l’ascolto di tutti i soggetti interessati e non solo chi fa comodo sentire, perché magari con qualche associazione antimafia si hanno condivisioni politiche e partitiche. In più di un’occasione, ad esempio, ho chiesto a Fava di fare indagini sulla Fondazione orchestra sinfonica della Sicilia, senza esito pur in presenza di gravi violazioni. Ciò è successo perché lo chiedevo io, deputato di centrodestra, o forse perché qualcuno vuole fare credere all’opinione pubblica che la legalità, l’anticorruzione, la scelta di scendere in campo contro la mia, siano solo appannaggio di certa sinistra? Smettiamola con questa storia e badiamo ai fatti. Interrogherò io stessa in Aula Claudio Fava – conclude la deputata regionale -“. Sulla Classe ghetto a Marsala arriva anche la dichiarazione della dirigente scolastica dell’Istituto “Sturzo-Asta” Anna Maria Alagna, che dice: “

“In merito alle notizie diffuse oggi sulla stampa “sulla classe ghetto a Marsala”, nella quale sarebbero iscritti ben ventidue bambini, figli di pregiudicati, intendo annunciare che ho già adito le vie legali, a difesa del buon nome dell’Istituzione scolastica di cui sono Dirigente, del gruppo di lavoro che si occupa di formare le classi nel rispetto di obiettivi e deliberati criteri, oltre che mio personale, per querelare tale signor Inguì per le dichiarazioni false, tendenziose e prive di fondamento rese alla Commissione regionale antimafia presieduta da Claudio Fava. Non si comprende da quali fonti l’Inguì abbia tratto le false informazioni che tanto discredito gettano su una scuola che, pur insistendo in un quartiere popolare, non è annoverata tra le 9 scuole dell’ambito 28 della provincia di Trapani destinatarie di interventi contro la dispersione scolastica, al contrario vanta una storia di successi educativi testimoniati dai numeri crescenti di iscrizioni. E’ appena il caso di ricordare che la scuola, ogni scuola, svolge una essenziale e instancabile azione educativa e di aperto contrasto ad ogni forma di illegalità. Per questo chiederò al presidente Fava di essere audita in Commissione dove sarà facile dimostrare, carte alla mano, l’infondatezza delle affermazioni di Inguì che per questa azione diffamatoria e calunniosa dovrà rispondere nelle sedi opportune. Altresì è mio dovere intraprendere ogni altra azione in autotutela nei confronti del docente che ha incautamente scatenato questa bufera mediatica, che se da un lato si abbatte sulla scuola, dall’altro servirà a fare chiarezza anche in merito alle procedure trasparenti e corrette con le quali si formano le classi. Di tutta la vicenda saranno informati gli organi scolastici territoriali e regionali”.