Con l’accusa di favoreggiamento e procurata inosservanza di pena, aggravati dall’aver agevolato Cosa nostra, i carabinieri del Ros hanno arrestato Laura Bonafede, 55 anni, maestra di scuola elementare, figlia dello storico boss di Campobello di Mazara, Leonardo, e moglie dell’ergastolano Salvatore Gentile. Per anni, secondo la tesi di investigatori e inquirenti, sarebbe stata la donna di Matteo Messina Denaro e farebbe parte della rete di fiancheggiatori che ha protetto il capomafia castelvetranese durante la latitanza. L’insegnante era già stata sospesa dal servizio. Ma non è tutto perché la figlia della docente, Martina Gentile, è indagata per gli stessi reati contestati alla madre. La Procura aveva chiesto per lei gli gli arresti domiciliari. Il Gip, però, ha rigettato l’istanza per mancanza dei gravi indizi di colpevolezza, pur stigmatizzando i comportamenti della giovane, legata al capomafia da un forte rapporto di affetto.
In un supermercato di Campobello di Mazara, Laura Bonafede e Messina Denaro si sarebbero incontrati pochi giorni prima della cattura del superlatitante. Ma i due per un periodo avrebbero addirittura abitato assieme.
La maestra è cugina del geometra Andrea Bonafede, l’uomo che ha prestato l’identità al boss, del dipendente comunale, anche lui di nome Andrea Bonafede, che ha provveduto a fare avere a Matteo Messina Denaro le ricette mediche necessarie per le cure del cancro, e di Emanuele Bonafede, uno dei vivandieri del padrino che venne arrestato assieme alla moglie Lorena Lanceri.
Dalle indagini è emerso che l’insegnante arrestata “ha programmato con l’allora latitante una rigida e sicura organizzazione di fugaci incontri ‘de visu’ (perlomeno da novembre 2022 a gennaio 2023) e di paralleli ‘scambi di posta’, sempre in giorni e orari prefissati dal latitante”.


















![Trapani Shark: nonostante il caos arriva la nona vittoria [GALLERY]](https://www.telesudweb.it/wp-content/uploads/2025/12/copertinashark-218x150.jpg)

















