Il recupero dei mulini trapanesi è possibile: c’è l’avviso della Regione

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di Mario Torrente

Un avviso pubblico del Dipartimento regionale dei Beni Culturali potrebbe permettere di salvare i mulini delle saline di Trapani. Ed il Wwf, ente gestore della Riserva, ha già promosso un incontro per fare gioco di squadra e avviare le giuste sinergie per recuperare gli antichi mulini trapanesi.

Anticamente a Trapani si contavano circa 200 mulini. Molti di loro hanno seguito le sorti di molte saline, interrate per fare spazio alla cementificazione della città. Tanti altri sono stati invece abbandonati ed oggi sono ridotti a ruderi. Quelli rimasti in pedi sono davvero pochi ma necessiterebbero di interventi di recupero per non farli cadere. E con un restauro ben fatto potrebbe di nuovo essere dotati anche delle pale. Per salvare queste torri del vento Silvana Piacentino, direttrice del Wwf, ente gestore della Riserva delle Saline di Trapani e Paceco, venuta a conoscenza dell’avviso pubblico del Dipartimento Regionale dei Beni Culturali e dell’Identità Siciliana della Regione Sicilia, per la “Protezione e valorizzazione dell’architettura e del paesaggio rurale”, ha promosso un incontro con i proprietari dei mulini che ricadono all’interno del perimetro dell’area protetta.

L’avviso punta alla presentazione di proposte di intervento per il restauro e la valorizzazione del patrimonio architettonico e paesaggistico rurale da finanziare nell’ambito del PNRR. Ed i mulini trapanesi rientrano perfettamente in questa misura, che mira a sostenere i progetti di restauro e valorizzazione per garantire e preservare il patrimonio architettonico ed il paesaggio rurare. Tra le tipologie di intervento finanziabile l’avviso prevede proprio il recupero dei mulini ad acqua o a vento. La Piacentino ha quindi preso contatti con la Soprintendenza ai beni culturali per verificare la fattibilità degli interventi.
L’avviso pubblico prevede la concessione del contributo fino ad un massimo di 150 mila euro come forma di cofinanziamento per un’aliquota del 80%, mentre tale aliquota passa al 100% se il bene è oggetto di interesse culturale ai sensi del decreto legislativo 42/2004.

L’ente gestore ha quindi inviato una nota a tutti i privati proprietari di mulini a vento ricadenti all’interno della zona A di Riserva al fine di metterli a conoscenza dell’avviso e successivamente ha organizzato un incontro che si è svolto presso il centro visite della riserva naturale.

Il Wwf, come rimarcato dalla direttrice Silvana Piacentino, auspica che i privati partecipino al bando, assicurando il sostegno delle Riserva coerentemente alle finalità di conservazione dell’area protetta ed il sostegno per individuare eventuali aree di intervento “ed i relativi percorsi di riuso delle strutture, in coerenza con la tutela del bene ed in sinergia con le azioni previste dal Piano di Gestione del sito Natura 2000”.

La partecipazione al bando è prevista con la modalità “a sportello” che prevede che l’approvazione delle istanze avvenga in ordine temporale di protocollo di arrivo fino al raggiungimento del tetto di finanziamento previsto per le risorse assegnate al Dipartimento dei Beni Culturali della Regione Sicilia, con scadenza entro e non oltre le ore 16:59 del 20 Maggio 2022.

Auspichiamo – ha dichiarato Silvana Piacentino – che si riesca a cogliere l’opportunità di avviare una riqualificazione paesaggistica del territorio, attraverso il recupero del patrimonio architettonico rappresentato dai mulini a vento che caratterizzano il paesaggio della R.N.O Saline di Trapani e Paceco che deve rappresenta il primo step di una strategia di recupero nell’imminente futuro del paesaggio attorno all’area protetta che veda una pianificazione territoriale coerente con l’immenso patrimonio naturalistico, paesaggistico, culturale, etnoantropologico.

L’ente gestore della Riserva non è nuovo ad iniziative che puntano al recupero dell’identità del paesaggio correlata al mantenimento degli equilibri naturali all’interno del sito protetto. Infatti già all’inizio dell’anno aveva chiesto all’Arta Sicilia di sostenere, attraverso l’uso delle risorse economiche del PNRR e/o del PAF, un piano complessivo di interventi di manutenzione straordinaria, restauro, recupero e messa in sicurezza del grande patrimonio rappresentato dal sistema delle saline trapanesi, sempre con l’obiettivo di valorizzare il bene ambientale e culturale nel suo complesso, sia di appartenenza pubblica che privata, contribuendo in tal modo a mantenere la memoria dei luoghi ed avviando un’opportunità concreta di rigenerazione del prezioso patrimonio.