Cittadini trapanesi, tra i quali in prima linea anche i proprietari delle abitazioni che si trovano nell’area limitrofa al sedime ferroviario, al di sotto del quale passerà il sottovia tra le vie Marsala e Virgilio, continuano a raccogliere le firme della petizione nella quale espongono le ragioni per cui sono contrari all’opera pubblica. Lo fanno anche perché è venuta meno per i sottoscrittori, e più in generale per chiunque, la possibilità di presentare osservazioni e opposizioni alla variante urbanistica approvata dal consiglio comunale.

Opposizioni e osservazioni che sono l’unico strumento dei privati per far valere i propri diritti. In buona sostanza i firmatari della petizione ritengono che non sia stata adeguata e diffusa la pubblicità proprio alla fase delle osservazioni e opposizioni. È anche questa la ragione per cui i proprietari delle abitazioni interessate dagli interventi di RFI, che si prepara ad avviare i cantieri, hanno avanzato al comune una richiesta di accesso agli atti che, però, non ha avuto ancora alcuna risposta benché siano già trascorsi i canonici 30 giorni entro i quali l’ente avrebbe dovuto rispondere.

Pochi secondi di immagini (visibili nel servizio) rendono perfettamente l’idea alla stregua di una prospezione geologica e giustificano le preoccupazioni dei residenti nell’area. In quella parte della città in passato c’erano saline, poi interrate, ma l’area rimane ricca di acqua e soprattutto il terreno è argilloso. Dunque, si chiedono i residenti, cosa potrà accadere quando partirà il cantiere? la stabilità degli immobili sarà compromessa? e chi si assumerà la responsabilità di eventuali danni? Domande alle quali i diretti interessati attendono risposte legittime.

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