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Le tre domande della domenica a Nicola Adragna

di Mario Torrente

Un impegno davvero a tutto campo per promuovere e preservare le bellezze ed i monumenti del territorio. Nicola Adragna, alla guida del Fai di Trapani, è in prima linea, assieme a Rita Barraco, delegata regionale del Fondo per l’ambiente, nella importante opera di salvaguardia e valorizzazione del patrimonio storico e artistico locale. E nei giorni scorsi il gruppo del Fai di Trapani è stato ad Erice per le Giornate di Primavera, che hanno riscosso un buon successo registrando centinaia di visite nei monumenti che sono stati aperti per l’occasione: le chiese del Carmine e di Santa Caterina, oltre che Casa Pucci. Il Fai, con i suoi Apprendisti Ciceroni dell’istituto Alberghiero “Ignazio e Vincenzo Florio” ed i volontari del gruppo archeologico Erykinon con in testa l’ericino doc Nicola Savalli, è anche tornato lungo le Mura Elimo-Puniche con il racconto di oltre 2500 anni di storia impresso sui massi di questo antichissimo “Libro di Pietra” (Leggi l’articolo). Ed alla fine il bilancio di questo fine settimana del Fai ad Erice è stato più che positivo. Abbiamo fatto il punto con Nicola Adragna con nella rubrica “Le Tre domande della domenica”.

Nicola Adragna, continua l’impegno della delegazione del Fai di Trapani per valorizzare il patrimonio del territorio. Dopo l’impegno dato per molti monumenti trapanesi, a partire dalla Colombaia e la chiesa di San Pietro, proprio per fare alcuni esempi, adesso avete puntato i vostri riflettori su Erice, dove siete tornati nei giorni scorsi con le Giornate Fai di Primavera. E oltre ad avere riproposto il tour lungo le Mura Elimo-Puniche lanciata lo scorso autunno, avete parte anche alcuni “tesori” del borgo medievale. Come è andata?

Le Giornate FAI, quest’anno alla 29esima edizione, si contraddistinguono sempre per originalità delle proposte e per livello qualitativo dell’offerta culturale e formativa. Sono eventi che, come il nostro Censimento dei Luoghi del Cuore, non restano fine a se stessi, ma lasciano segni tangibili sul territorio sia per intervento diretto sia per stimolo alle amministrazioni pubbliche. Hai citato a Trapani la Colombaia e la chiesa di San Pietro con il suo organo, ma voglio ricordare che anche il Bastione Conca è stato riaperto stabilmente dopo le nostre Giornate e che il progetto comunale di ripristinare il camminamento da Viale delle Sirene al vecchio mercato del pesce è nato a seguito della nostra apertura del Bastione Imperiale. Ora siamo tornati ad Erice e la scelta è stata chiara: un forte richiamo di attenzione su una delle città più belle al mondo, oggi morente con il suo enorme carico di storia e con le sue meraviglie ostentate e nascoste. Per l’occasione abbiamo ottenuto l’apertura eccezionale delle chiese del Carmine e di Santa Caterina nonché della casa della famiglia Pucci, e abbiamo riproposto, a grande richiesta, la narrazione dei 2500 anni di storia racchiusi nelle mura elimo-puniche, da te efficacemente definite “libro di pietra”. Questi beni, sconosciuti ai più, hanno riscosso grandissimo apprezzamento da parte dei numerosi visitatori, sia indigeni che turisti.


Un impegno il vostro all’insegna dello spirito di servizio e dell’amore del territorio che vede in prima linea tanti volontari e gli stessi studenti delle scuole. Tra i Luoghi del cuore e le varie Giornate del Fai siete riusciti a fare parlare di Trapani e delle sue meraviglie, trasmettendo un messaggio di bellezza, cultura e storia. Tanti semi che domani potrebbero portare a frutti importanti per la crescita del territorio…

Il FAI, come è noto, è una fondazione no profit, chi ne fa parte opera su base volontaria per puro spirito di servizio e per diffondere la cultura del bello in tutte le sue forme: storia, monumenti, tradizioni, ambiente, natura. Il tutto portato da un denominatore comune: il rispetto per ciò che ci circonda e per gli altri, senza alcuna distinzione. Volontari sono i componenti della Delegazione, gli amici che ci supportano dall’esterno, le associazioni con le quali siamo felici di collaborare. E poi facciamo un grande lavoro con le scuole che ci richiede molto impegno, ma che restituisce tante soddisfazioni. I ragazzi quando vengono stimolati e coinvolti, forniscono risposte straordinarie, imparano a conoscere il loro territorio e ad amarlo e dopo avere studiato e approfondito gli argomenti da noi sottoposti, diventano bravissimi Apprendisti ciceroni e riescono a trasferire cultura ed entusiasmo ai visitatori, anche ai più esigenti. L’intero meccanismo virtuoso che il FAI riesce così a mettere in moto valorizza il patrimonio artistico, culturale e naturalistico del territorio e costituisce un forte richiamo attrattivo per flussi turistici, grazie anche alle campagne pubblicitarie attivate a livello nazionale. Entrare nella famiglia del FAI iscrivendosi, partecipare ai nostri eventi anche con piccoli contributi vuol dire diventare attori protagonisti attivi e non solo spettatori passivi. Per le Giornate appena concluse desidero ringraziare gli amici del Gruppo archeologico Erykinon, gli autorevoli narratori Vittorio Mirto, Nicola Savalli, Stefania La Via e Gianfranco Orioles, i proprietari dei beni che abbiamo aperto, l’amministrazione comunale di Erice intervenuta con il sindaco Toscano e l’assessore Rossella Cosentino, gli eccellenti Apprendisti ciceroni dell’ Istituto Alberghiero “I. e V. Florio “ con la dirigente Pina Mandina e il prof. Manuel Martinez, Francesca Adragna, le delegate Barbara Mineo e Antonella Iacono e, soprattutto, Rita Barraco, vero motore del FAI trapanese. A tutti un grazie di cuore, unendomi al ringraziamento di tutti i visitatori che, entusiasti, sul posto hanno reso merito del lavoro svolto.

Secondo lei cosa manca a Trapani per potere davvero strutturare una strategia di promozione e divulgazione delle bellezze e del grande patrimonio del territorio?

A mio avviso occorre prima di tutto trovare unità di intenti e magari obiettivi comuni tra le varie entità operanti sul territorio, abbandonando gli sterili individualismi o, peggio, le concorrenze sleali. Manca una efficiente regia di coordinamento che consenta di evitare sovrapposizioni di eventi . Occorre migliorare la comunicazione non solo a livello locale, ma anche verso l’esterno. Sono peraltro convinto che il post pandemia porterà il territorio trapanese alla ribalta del turismo internazionale, soprattutto di qualità, specie se si realizzeranno le indispensabili infrastrutture già in fase avanzata di esecuzione.

GUARDA IL SERVIZIO ANDATO IN ONDA NEL TG DI TELESUD SULLE GIORNATE FAI DI PRIMAVERA AD ERICE

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