I lavoratori dei centri di riabilitazione in agitazione

Rappresentano in Sicilia 13 centri.

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Riceviamo e pubblichiamo integralmente una nota dei dipendenti che rappresentano 13 centri di riabilitazione sull’isola.

“I lavoratori dei centri di riabilitazione siciliani di Catania, Palermo, Giarre, Belmonte Mezzagno, Caltanissetta, Marsala, Mazara del Vallo, Salemi, Alcamo, Paceco, Randazzo, Acireale, Gela, che sono regolamentate dal CCNL AIAS diffidano le seguenti OO.SS.: CGIL, CISL e UIL da possibili accordi e/o sottoscrizioni di CCNL con IL DIRETTIVO A.I.A.S. in quanto le SS.VV. non rappresentano i lavoratori di queste strutture riabilitative, avendo solamente qualche iscritto, poiché la proposta presentata da A.I.A.S pregiudica i diritti dei lavoratori proponendo la firma di un contratto inadeguato e iniquo e a procedere per un articolato migliorativo rispetto a quello vigente che già calpesta la dignità dei lavoratori, inoltre cancella diversi articolati di diritti quesiti facendo già parte del patrimonio del lavoratore. Un rinnovo contrattuale deve basarsi su migliorie sia normative che economiche considerando che da più di 12 anni il ccnl è scaduto, si fa presente in particolare, per ciò che riguarda più specificatamente il tema dell’efficacia della contrattazione collettiva, con il Protocollo d’intesa sottoscritto da Cgil, Cisl, Uil e Confindustria il 31 maggio 2013 in oggetto le parti hanno pattuito che i contratti collettivi nazionali di lavoro stipulati da organizzazioni sindacali che abbiano complessivamente un livello di rappresentatività nel settore superiore al 50% (che non possedete), possano essere efficaci e pienamente esigibili anche nei confronti delle organizzazioni sindacali che non li abbiano sottoscritti ma che aderiscano a una delle tre confederazioni firmatarie del Protocollo, purché siano previamente sottoposti a consultazione certificata dei lavoratori – le cui modalità saranno stabilite dalle categorie per ogni singolo contratto –, con approvazione a maggioranza semplice (Punto 3 del Protocollo, in tema di Titolarità ed efficacia della contrattazione).
Tali strutture riabilitative percepiscono delle rette per la riabilitazione applicando un contratto socio-assistenziale.
Ciò che oggi tutti i lavoratori a gran voce chiedono è un adeguamento delle condizioni economiche e normative alla pari della sanità pubblica, non è più accettabile continuare a subire tali discrepanze, stipendi inferiori, il non riconoscimento degli arretrati, malattia non pagata, decurtazioni delle ferie e aumento delle ore di lavoro.”