La Giornata dell’ipertensione in montagna

Iniziativa domenica 17 luglio ad Erice nella sede del Cai. Dalle 8.30 alle 13 nella baita di via Apollinis sarà possibile ricevere informazioni e misurare la pressione arteriosa, la frequenza cardiaca e la saturazione di ossigeno nel sangue.

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Domenica 17 luglio, dalle 8.30 alle 13, nella sede del Cai di Erice si terrà la “Giornata dell’ipertensione in montagna”. L’iniziativa è organizzata dal dottore Filippo Zerilli, primario del reparto di oncologia all’ospedale Sant’Antonio Abate di Trapani, assieme alla sezione di Erice del Cai nell’ambito della campagna “Montagna e Cuore” organizzati dalla Società Italiana dell’Ipertensione Arteriosa, dalla Società Italiana della Medicina di Montagna e dal Club Alpino Italiano.

Nel corso della mattinata tutti gli escursionisti potranno ricevere informazioni e misurare la pressione arteriosa, la frequenza cardiaca e la saturazione di ossigeno nel sangue. La giornata di sensibilizzazione sull’ipertensione arteriosa in montagna punta da un lato a prevenire l’insorgenza di patologie cardio-circolatorie, dall’altro a raccogliere valori pressori su alpinisti ed escursionisti.

L’obiettivo è sensibilizzare i frequentatori della montagna sugli effetti dell’ipossia in alta quota sull’apparato cardiovascolare, e sulle conseguenze che questa esposizione può avere su eventuali patologie cardiovascolari, in particolare per quanto riguarda l’ipertensione arteriosa.

L’iniziativa, che è sostenuta dall’ Istituto Auxologico Italiano e dall’Università di Milano-Bicocca, si terrà contestualmente in più di 50 rifugi alpini e appenninici, compreso il Punto di accoglienza del Cai di Erice, dove domenica mattina sarà quindi possibile misurare la pressione arteriosa e ricevere alcune informazioni sulla salute del cuore in montagna.

In occasione della misurazione pressoria verrà compilato un questionario ed effettuata una ossimetria, cioè una misurazione delle percentuale di Ossigeno nel sangue per valutare l’ossigenazione del sangue alla quote raggiunta. L’iniziativa, già organizzata con successo negli ultimi anni pre-COVID-19, è stata stimolata dai risultati recenti della ricerca sugli effetti cardiovascolari dell’esposizione acuta all’alta quota, in gran parte basati su una serie di studi effettuati nell’ambito dei progetti HIGHCARE sull’Everest, sulle Ande e sulle Alpi dall’Istituto Auxologico Italiano di Milano e dall’Università Milano-Bicocca.

Questi studi hanno dimostrato che l’esposizione acuta all’ipossia (ridotta disponibilità di ossigeno per i tessuti e gli organi) che caratterizza l’alta quota può far salire la pressione arteriosa in modo significativo, sia in chi solitamente ha una pressione normale, sia nelle persone che già soffrono di ipertensione arteriosa, con differenze legate ad alcune caratteristiche individuali tra cui l’età. Conoscere il comportamento della pressione in quota può pertanto consentire a chi ama la montagna di effettuare ascensioni con maggiore sicurezza, mettendo in atto semplici misure protettive adeguate in collaborazione con il proprio medico e/o presso ambulatori specializzati coordinati da SIIA, CAI, SIMeM e Istituto Auxologico.