Trapani, acqua contaminata in due zone del centro storico: divieti e polemiche

Un’ordinanza con effetto immediato, pubblicata nei giorni scorsi sul sito del Comune di Trapani, impone il divieto di utilizzo dell’acqua potabile in alcune zone del centro storico. Una misura necessaria, ma che ha colto di sorpresa molti residenti: la comunicazione non è stata adeguatamente diffusa e in città monta il malumore.

A far scattare l’allarme, sono state le analisi dell’ASP che hanno rilevato una contaminazione batterica – coliformi ed escherichia coli – nei campioni prelevati in due aree ben definite: Via Custonaci (tra l’incrocio con Via Corallai/Via Patrico e Via Nunzio Nasi) e Via Patrico (fino a Corso Vittorio Emanuele).

L’ordinanza parla chiaro: in queste vie l’acqua di rubinetto non va usata per bere, cucinare, lavare alimenti né per l’igiene personale. In sostanza, acqua inutilizzabile. Ma molti abitanti sono venuti a conoscenza del divieto solo tramite il passaparola o i social. Nessun avviso nelle cassette postali, nessun comunicato ufficiale diffuso con urgenza: solo un file sul sito istituzionale.

Intanto il Comune assicura che le autorità competenti sono già al lavoro per risalire alla causa della contaminazione e che l’approvvigionamento idrico verrà garantito tramite mezzi comunali, partecipate o ditte private. Il sindaco avrebbe dato disposizioni in tal senso, ma al momento i residenti lamentano l’assenza di autobotti e l’assenza di personale sul posto.

Dal Municipio si fa sapere che seguiranno aggiornamenti tempestivi e che il divieto verrà revocato non appena l’acqua tornerà conforme ai parametri di legge. Ma intanto, tra i vicoli del centro storico, cresce l’inquietudine. E non solo per l’acqua contaminata.