Lampedusa, tra le vittime ci sarebbe anche una bimba di un anno

Ancora una volta, il Mediterraneo si trasforma in un cimitero.

Un barcone partito martedì sera dalla Libia è naufragato a circa 22 miglia a sud di Lampedusa. A bordo c’erano almeno cento persone, in fuga da guerre, miseria e persecuzioni.

Il bilancio, al momento, è drammatico: si contano ventisei vittime accertate, tra cui una bambina di un anno. Ma il numero dei morti potrebbe salire.
Sessanta i sopravvissuti, soccorsi in mare in condizioni di grave ipotermia e trasferiti al centro di accoglienza dell’isola. Una ventina, invece, i dispersi di cui non si ha ancora alcuna notizia certa.
Secondo le prime ricostruzioni, il barcone — già in condizioni precarie — avrebbe cominciato a imbarcare acqua fino a capovolgersi. Alcuni superstiti avrebbero raccontato che, nel tentativo di salvarsi, molti migranti si sarebbero gettati su un secondo natante vicino, che però non ha retto il peso ed è affondato anch’esso.
L’allarme è scattato intorno a mezzogiorno, quando un elicottero della Guardia di Finanza ha avvistato i primi corpi in mare. Sono quindi partite le motovedette della Guardia Costiera, della Finanza e di Frontex, impegnate per tutto il pomeriggio nelle operazioni di soccorso e recupero.
Il Mediterraneo continua a inghiottire vite. E Lampedusa, ancora una volta, si ritrova a contare i morti.