Maxi-sequestro di beni a Palermo, in 4 indagati per infedeltà patrimoniale

Otto immobili e denaro contante per un valore complessivo di oltre 1,5 milioni di euro sono stati sequestrati dai finanzieri del Comando Provinciale di Palermo nell’ambito di un’inchiesta coordinata dalla Procura della Repubblica. Il provvedimento, disposto dal Gip, riguarda quattro persone indagate per il reato di infedeltà patrimoniale.

Le indagini, condotte dalla Sezione di Polizia Giudiziaria – aliquota Guardia di Finanza, hanno acceso i riflettori su due società immobiliari palermitane, i cui soci erano due fratelli e due sorelle. Queste ultime, dopo avere esercitato il diritto di recesso nel 2017, avevano scoperto – nell’ambito di un procedimento arbitrale – che i due fratelli, amministratori delle rispettive società, avevano ceduto immobili di pregio alle proprie consorti a prezzi largamente inferiori al valore di mercato, impoverendo così i patrimoni aziendali.

I finanzieri hanno accertato che uno degli amministratori ha venduto alla moglie sette unità immobiliari nel cuore di Palermo, generando anche la perdita di significativi flussi di reddito da locazione e concessione d’uso. Il secondo, invece, ha ceduto cinque immobili, ricevendo solo una parte del corrispettivo pattuito. Alcuni di questi beni sono stati successivamente rivenduti a terzi.

Il Gip, ravvisando un grave quadro indiziario, ha disposto il sequestro preventivo degli otto immobili – per un valore di oltre 760mila euro – e circa 800mila euro in contanti, sequestrabili anche per equivalente sui beni nella disponibilità degli indagati.

L’operazione conferma – si legge in una nota – la costante attenzione della Guardia di Finanza nella tutela del patrimonio sociale e nella repressione dei reati economico-finanziari.