In Sicilia arriva la nuova Rete ospedaliera

Posti letto ospedale

Il piano, già approvato in Conferenza permanente di programmazione sanitaria, passa adesso alla Commissione Salute dell’Ars per il parere obbligatorio, prima del ritorno in giunta e dell’invio al ministero della Salute per il via libera definitivo.
Il presidente della Regione Renato Schifani parla di “un passo fondamentale per una sanità più equa ed efficiente”. Schifani ringrazia l’assessore alla Salute Daniela Faraoni, il dirigente generale Salvatore Iacolino e il presidente della Commissione Salute Giuseppe Laccoto per il lavoro svolto. E aggiunge: mercoledì sarò a Roma dal ministro Schillaci per il confronto sul mantenimento del Centro di cardiochirurgia pediatrica di Taormina, che entrerà nella nuova rete.
Per l’assessore Faraoni, la riforma nasce da un lungo lavoro condiviso con aziende sanitarie, sindaci, università e sindacati: “Non solo numeri – spiega – ma un modello nuovo, più integrato, che riduca la migrazione sanitaria e garantisca cure di qualità rispettando gli standard nazionali”.
I numeri: 139 strutture ospedaliere tra pubbliche e private, 3 posti letto per acuti ogni mille abitanti e 0,7 per riabilitazione e lungodegenza, secondo i parametri ministeriali. Già riattivati 308 posti letto inutilizzati e previsti incrementi in oncologia, neurochirurgia, neurologia e ortopedia.
Capitolo emergenze: l’ospedale di Siracusa diventa Dea di II livello, quello di Patti Dea di I livello. Potenziate anche le reti tempo-dipendenti per infarto, ictus e traumi gravi, così da garantire interventi tempestivi ovunque.
E ancora, grande attenzione al territorio: case e ospedali di comunità e centrali operative lavoreranno insieme agli ospedali per seguire i pazienti in ogni fase del percorso di cura.
Una riforma che, nelle intenzioni del governo regionale, segna l’avvio di una nuova stagione per la sanità siciliana.

Cosa cambia per la provincia di Trapani, con questa riorganizzazione della rete ospedaliera?

Un focus particolare merita la provincia di Trapani, che nella nuova rete ospedaliera assume un ruolo strategico, con alcuni cambiamenti importanti.
Il presidio ospedaliero Sant’Antonio Abate di Trapani è riconfermato come DEA di I livello.
Tuttavia, nella bozza attuale del piano, l’ospedale perde 17 posti letto rispetto alla dotazione precedente, un segnale che non tutti i territori trapanesi beneficeranno allo stesso modo della riorganizzazione.
Sul fronte opposto, alcuni ospedali “minori” nella provincia invece guadagnano posti letto: a Marsala sono previsti 18 nuovi posti, a Mazara del Vallo 20, e a Salemi altri 16 posti di lungodegenza, segno di un tentativo di rafforzare la sanità territoriale.
La riorganizzazione sembra aver privilegiato il sistema del Distretto ospedaliero TP-2, con il Paolo Borsellino di Marsala riconosciuto come uno dei “pilastri” della rete in provincia.
Sul versante territoriale, proseguono i lavori per la realizzazione di Ospedali di comunità a Salemi, Marsala e Trapani, con tempi di completamento fissati entro il 30 giugno 2026: un segnale che l’integrazione ospedale-territorio non è solo teoria ma anche investimento concreto.
Va anche segnalata una certa attenzione delle amministrazioni locali: i sindaci dei comuni del Distretto di Alcamo-Castellammare-Calatafimi segnalano la necessità di garantire un’equa distribuzione dei servizi sanitari sul territorio, per evitare squilibri nella copertura assistenziale.