Trapani. “Te ne devi annà”: la piazza lo urla, la politica lo sente

Piazza Vittorio Veneto questa mattina non era una piazza qualunque. Era un microfono aperto. Un megafono di rabbia. Un coro di voci che, da ogni angolo, gridavano una sola cosa: basta.

E qualcuno gliel’ha pure scritto in romano, nero su bianco: “Te ne devi annà”.

Circa duemila persone, giovani con lo zaino ancora sulle spalle e anziani col bastone, famiglie intere con bambini per mano. Facce stanche, ma presenti. Occhi lucidi, ma determinati. È la città che non si rassegna. È la città che si è svegliata..

Arriva il presidente Antonini.

Gli applausi lo travolgono. L’imprenditore prende la parola, voce ferma, tono netto. Nessuna passerella. Denuncia tutto: disagi, disservizi, silenzi istituzionali. E mentre parla, la piazza lo segue. Lo incalza. Lo sostiene.

Poi, il coro. Sempre lo stesso, ma ogni volta più forte: “Dimettiti!”, “Te ne devi annà!”

Non è solo un urlo contro il sindaco. È un messaggio chiaro, diretto, senza fronzoli. È il segnale di una comunità che non ne può più. Di una città che chiede rispetto. Che pretende risposte. Non più promesse, non più passerelle.

Oggi, da Piazza Vittorio Veneto, è arrivato un segnale forte. Chi c’era, l’ha sentito. Chi era lontano, lo sentirà. E chi fa finta di non sentire, presto non potrà più farlo.

LTO