Movida violenta a Marsala, la città ha paura

Una notte di follia, quella tra sabato e domenica, che ha lasciato dietro di sé il fumo denso di un incendio, auto danneggiate e la rabbia di una città che si scopre improvvisamente vulnerabile. La movida marsalese si è trasformata in un teatro di violenza gratuita: una pescheria all’Antico Mercato è andata in fiamme – con ogni probabilità, un gesto doloso – mentre sette auto sono state prese di mira in piazza Marconi. Tra queste, anche un mezzo dell’Asp.

E non è tutto. A poche centinaia di metri, in via Cammareri Scurti, una rissa è esplosa davanti a un locale, alimentando la sensazione di un sabato sera fuori controllo.

A raccontare questi episodi è il sindaco Massimo Grillo, che conferma l’apertura di un’indagine da parte delle forze dell’ordine. «Anche grazie alle immagini della videosorveglianza – ha spiegato – è in corso l’identificazione dei responsabili». Secondo le prime ipotesi, si tratterebbe di un gruppo di giovani, forse minorenni.

Grillo prova a tracciare un confine netto tra il volto vero della città e quello emerso nel fine settimana: «Marsala è una comunità sana, che non si lascia intimidire dai comportamenti sconsiderati di pochi irresponsabili. Chiederemo che i colpevoli vengano puniti in modo esemplare. Il Comune si costituirà parte civile negli eventuali procedimenti giudiziari».

Una promessa, quella del sindaco, che suona anche come un appello: alla giustizia, certo, ma anche al senso civico. Perché Marsala, oggi, non vuole abituarsi alla paura.