A Villa Rosina i cittadini lanciano l’operazione “fiato sul collo”

Gli abitanti di Villa Rosina, dopo avere appreso della perdita del finanziamento per il quinto stralcio delle opere di urbanizzazione, hanno rilanciato il loro impegno per chiedere il completamento delle opere attese nel quartiere trapanesi da decenni

di Mario Torrente

Ieri sera gli abitanti del quartiere di Villa Rosina hanno tenuta un’assemblea cittadina per parlare della perdita del finanziamento per il quinto stralcio delle opere di urbanizzazione.

L’amarezza è tanta. Un intero quartiere si è sentito preso in giro e ieri sera nel corso dell’assemblea cittadina è emersa tutta la delusione, ma anche la rabbia, per quanto venuto fuori nei giorni scorsi, ovvero la perdita del finanziamento di quasi cinque milioni di euro per il quinto stralcio delle opere di urbanizzazione di Villa Rosina. Di fatto le somme non erano più a disposizione dal 2004, dopo una sentenza del Cga, per la mancanza del progetto esecutivo. Ma i componenti dell’associazione “Insieme per Villa Rosina” sono venuti a capo delle vicenda nelle scorse settimane, dopo quanti vent’anni dal quel pronunciamento. Prendendo atto di avere perso molti anni dietro un finanziamento che di fatto era sfumato da quasi due decenni. E mentre dal Comune di Trapani il sindaco Giacomo Tranchina ha annunciato un’indagine interna per fare chiarezza sulla vicenda, da Villa Rosina i cittadini, dopo questo ennesimo “schiaffo” hanno deciso di rilanciare la loro azione per chiedere il completamento delle opere di urbanizzazione, a partire dalle fognature che mancano in circa il 40 per cento del quartiere. Ieri sera dall’assemblea cittadina è uscito forte un messaggio di impegno e compattezza di tutti i cittadini. All’incontro hanno partecipato numerosi abitanti, anche tra quelli che vivono nella parte del quartiere dove sono stati realizzati i primi 4 stralci. Ma l’intero agglomerato di Villa Rosina sembra essere caratterizzato da un forte senso di solidarietà e coesione civica. La parola d’ordine resta “unità” con la richiesta di dignità per un quartiere che da troppo tempo attende il completamento delle opere di urbanizzazione

Per completare le opere di urbanizzazione servono circa 20 milioni di euro. Ma dai primi incontri tenuti nei giorni scorsi, tra cui uno a Palermo ed uno con il dirigente del settore lavori pubblici del Comune di Trapani Orazio Amenta, sembra che l’intenzione sia quella di procedere a stralci, con diversi appalti a step al di sotto dei cinque milioni di euro, quindi puntando su procedure più veloci e snelle. Intanto dagli uffici di Palazzo D’Alì hanno assicurato che entro il 31 marzo sarà predisposto un primo progetto, con quello esecutivo che potrebbe arrivare già a settembre. Naturalmente la vera questione resta il reperimento dei fondi. Da questo fronte i riflettori restano puntati, oltre che sul Comune di Trapani, anche sulla Regione.

E con le elezioni amministrative a Trapani tra poco più di due mesi nel corso dell’assemblea di ieri sera si è anche parlato di cosa fare in vista della prossima tornata di voto. Non sono mancati i toni accesi tra i residenti del quartiere e gli animi, come ovvio, si sono scaldati. L’amarezza, per questi 19 anni persi dietro ad un finanziamento che non c’era più già dal 2004 è davvero tanta. Ma da “Insieme per Villa Rosina” hanno deciso di andare avanti, con una vera e propria operazione “fiato sul collo” per arrivare all’obiettivo del completamento delle opere di urbanizzazione senza altre perdite di tempo. E tra le azioni che saranno messe in campo c’è la richiesta di chiedere un Consiglio comunale aperto a cadenza periodica per fare il punto sulle procedure. Dal fronte politico, mentre come ovvio arrivano richieste da più parti in vista delle elezioni tra inviti a sostenere questo o quel candidato o ad andare in lista, da “Insieme per Villa Rosina” hanno annunciato la decisione di non schierarsi con nessuno, restando così con le mani libere ed il cuore carico di impegno civico per il proprio quartiere.

ASCOLTA L’INTERVISTA a Salvatore Daidone, presidente associazione “Insieme per Villa Rosina”.

L’urbanizzazione di Villa Rosina iniziò nel 1995 con l’allora sindaco di Trapani Mario Buscaino che programmò l’intervento in cinque stralci. Il primo lotto fu progettato e realizzato durante l’amministrazione Buscaino mentre il secondo venne invece portato a compimento dal sindaco Nino Laudicina. Il terzo e quarto furono completati dalla sindacatura Fazio, e quindi ai primi del Duemila. Gli ultimi lavori, partiti nel 2008, riguardarono la zona della via Circe. Da quasi quindici anni si attende quindi il completamento dell’urbanizzazione di un terzo del grande agglomerato della città di Trapani, con la realizzazione di diverse opere fondamentali, come illuminazione pubblica, fognature, strade e marciapiedi. Ma il quinto stralcio, per un importo di quasi cinque milioni di euro, è rimasto al palo e dopo 19 anni è venuto fuori che nel 2004 si è anche perso il finanziamento. Questione che è stata al centro dell’assemblea cittadina tenuta ieri nel salone parrocchiale per iniziative dell’associazione “Insieme per Villa Rosina”, che da anni è in prima linea per chiedere il tanto atteso completamento delle opere di urbanizzazione. Tra l’altro con i suoi circa sette mila residenti Villa Rosina è uno dei quartieri con più abitanti del centro urbano di Trapani, dove però mancano servizi essenziali, come le fognature. Circa il 40 per cento delle abitazioni non è quindi allacciato alla rete fognaria e ciò obbliga i residenti a svuotare periodicamente le fosse imhoff con costi che incidono parecchio sui bilanci familiari. Come spiegato dagli abitanti di Villa Rosina, il costo per ogni carico di autospurgo va dalle 80 alle 100 euro circa. E mediamente si può arrivare a spendere, in base al numero dei componenti del nucleo familiare circa 300 euro al mese per svuotare le fosse imhoff.

Praticamente la spesa annua, per svuotare le fosse imhoff, può arrivare a superare le tre mila euro. Ma a Villa Rosina mancano anche altri servizi essenziali. In molte zone del quartiere le strade sono al buio, mancando l’illuminazione pubblica, ma anche i marciapiedi e l’asfaltato nella carreggiata. Non ci sono poi spazi comuni, come un’area gioco per i bambini, campetti e servizi per i cittadini.

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