Mentre le Procure non rispondono, la politica si attiva. Due interrogazioni parlamentari riaccendono i riflettori sul caso dell’imprenditore trapanese Andrea Bulgarella. Le interrogazioni, indirizzate al ministro dell’Interno e al ministro dell’Economia e delle Finanze, portano la firma della senatrice Emma Pavanelli del Movimento Cinque Stelle e dell’onorevole Davide Faraone di Ialia Viva.
I due parlamentari chiedono se siano ancora attive segnalazioni o provvedimenti che impediscono a Bulgarella di accedere ai servizi bancari e finanziari, nonostante l’imprenditore sia stato prosciolto da ogni accusa. “La mia colpa? Aver denunciato. Ho presentato oltre venti esposti, dal 1980 a oggi. Eppure, nonostante il mio impegno e le archiviazioni che hanno confermato la mia innocenza, continuo a pagare un prezzo altissimo”, è lo sfogo amaro dell’imprenditore che nel febbraio del 2025 ha inviato un memoriale dettagliato a tutte le più alte cariche dello Stato e ai vertici della magistratura e i procuratori di Trapani, Caltanissetta e Milano, denunciando tutta una serie di vuoti investigativi, depistaggi, collusioni tra mafia, politica, massoneria e una parte della magistratura. “Il mio processo non c’è mai stato – ha sottolineato l’imprenditore – perchè le indagini erano state fondate sul nulla assoluto. E’ una damnatio economica senza giudizio. La legge mi ha assolta, ma il sistema no”. Oggi l’imprenditore ha realizzato la Fondazione Andrea Bulgarella “a tutela di chi è stato vittima di un potere opaco che non risponde mai”. (PA.GIA)


















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