Come detto, per la politica non c’è mai uno sconfitto. Ognuno trova, ad ogni tornata elettorale ed a qualsiasi latitudine, la propria giustificazione. Ma così non è. I tre candidati sindaci opposti alla Toscano hanno perso; ma i loro risultati non sono certamente uguali. Di Spina e della Catalano abbiamo detto. Assai diverso il responso per Maurizio Oddo. Gli addetti ai lavori lo davano comodamente sopra il 20%. Si è fermato al 17 e rotti, in linea con le sue 4 liste. Fra queste, ci si aspettava decisamente di più da Amo Erice, fermata al 8,5%; debacle, invece, per le due liste che facevano riferimento, in qualche modo, al Movimento 5 Stelle. I grillini avevano scelto di non presentare il proprio simbolo; scelta che ha lasciato perplessi all’inizio della corsa. Fatto sta che sono andate malissimo: entrambe sotto il 2%. Probabilmente il professore ha pagato il trend nazionale che ha punito i pentastellati in tutto il Paese. Forse, qui, ancora più per la mancanza del simbolo che è pur sempre una identità per il suo popolo. Ad ogni modo, la proposta politica del Senatore Santangelo é stata bocciata. Certamente ha perso anche l’ex deputato regionale Nino Oddo. È stato uno dei più acerrimi avversari in questi anni del “tranchidismo”, nel quale ha inglobato – a volte con termini non proprio “onorevoli” – il sindaco Toscano. Uno dei principali fautori del “Cantiere di resilienza per Erice” poi tradotto in “marciare separati per colpire uniti”; insomma, abbattere il primo cittadino uscente per assestare un duro colpo al Sindaco di Trapani in vista delle amministrative del prossimo anno. Progetto fallito. A poco vale che la propria lista abbia superato di poco lo sbarramento. Sbarramento che non é stato raggiunto, come previsioni, anche da altre liste. Pure dalle parti della Toscano. Qui, ancora una volta, l’ex assessore provinciale Livio Daidone ha deluso con Alleati per Erice. Ultima nella coalizione. Un tre per cento scarso pienamente in linea a 5 anni fa quando con l’ennesima avventura politica squagliata come neve al sole nel giro di qualche mese, Sicilia Futura, lanciò la candidatura dell’avvocato Maurizio Sinatra, giunto sesto su sei competitor. A suo indubbio merito, tuttavia, nonostante la propria inconsistenza elettorale, l’aver capitalizzato una visibilità politica non di poco conto con la nomina dell’ex amministratore delegato dell’Ente Luglio Musicale, Giovanni De Santis, che tanto aveva fatto storcere il naso al momento delle indicazioni assessoriali.
Erice, gli sconfitti
L'analisi di chi è uscito sconfitto dalle urne domenica.


















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