Alcamo. La lite e gli spari: arrestato un giovane

Prima la lite, poi gli spari per vendicarsi dell’affronto subito. Protagonista della vicenda un giovane alcamese che è stato arrestato dalla polizia. L’indagato, secondo la ricostruzione dei fatti, ha imbracciato un vecchio fucile da caccia appartenuto al padre, ha percorso poche centinaia di metri e, sotto casa di un suo coetaneo, con il quale aveva avuto un violento diverbio il giorno prima, ha fatto fuoco due volte, esplodendo i colpi a scopo intimidatorio. Ora è accusato di detenzione e porto abusivo di arma da fuoco.

Tutto è cominciato la sera del 4 luglio, quando una chiamata ha allertato la polizia: in un vicolo del complesso IACP, un uomo armato di fucile aveva appena esploso due colpi in aria, poi era fuggito su un’auto rossa, facendo perdere le proprie tracce. Nessun ferito, nessun danno. Solo il boato sordo delle cartucce calibro 12 e la paura tra i residenti.

Nonostante la scarna descrizione fornita dai testimoni, le indagini si sono avviate già all’alba del giorno seguente. I poliziotti, battendo palmo a palmo il quartiere, hanno raccolto elementi, ascoltato voci, incrociato riscontri. Un lavoro silenzioso, incessante, che ha dato i suoi frutti nel giro di poche ore: il responsabile è stato individuato e condotto in Commissariato. Confessando ogni cosa.

Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, l’uomo aveva avuto un violento alterco nel pomeriggio del 3 luglio con un altro giovane del posto. Un diverbio dai contorni ancora da chiarire, ma culminato in un’aggressione fisica. Una ferita che il 31enne non era disposto a lasciar passare sotto silenzio. Così ha deciso di reagire, recuperando un’arma regolarmente detenuta dal padre defunto e dirigendosi sotto casa del rivale per far fuoco, senza colpire nessuno, ma lasciando ben chiaro il messaggio.

Durante la successiva perquisizione domiciliare, gli agenti hanno rinvenuto diverse armi da caccia. Tutte tranne quella utilizzata la notte dello sparo. Pressato dagli inquirenti, il giovane ha infine condotto i poliziotti in una seconda abitazione di sua proprietà: lì è stato trovato il fucile.

Informata la Procura di Trapani, il pubblico ministero ha disposto l’arresto in flagranza per porto abusivo di arma da fuoco. Dopo l’udienza di convalida, il giudice per le indagini preliminari ha disposto per il 31enne l’obbligo di dimora nel comune di Alcamo, con permanenza domiciliare nelle ore notturne.