È stato riaperto al pubblico, dopo due anni di interdizione, un importante sito archeologico di Pantelleria: l’Acropoli di San Marco e Santa Teresa. La riapertura è avvenuta alla presenza, oltre che componenti dell’amministrazione comunale e del Commissario dell’Ente Parco Nazionale, delle principali autorità dell’isola, dei rappresentanti di varie associazioni operanti sul territorio, di cittadini e turisti.
Una grande soddisfazione quella espressa dal Sindaco Fabrizio D’Ancona per il traguardo raggiunto con la messa in sicurezza del sito, chiuso alla fruizione pubblica con una sua ordinanza del 2023, pochi giorni dopo il suo insediamento come primo cittadino. Un atto dovuto a causa del grave stato di abbandono, dissesto e pericolo per l’incolumità pubblica nel quale versava l’area.
Sono seguiti due anni di progettazione, impegni di spesa e lavori per il consolidamento e la pulizia dei percorsi pedonali, la rimozione del materiale lapideo e della vegetazione infestante, la sistemazione dei punti di accesso e la verifica della stabilità dei costoni, oltre che l’installazione di parapetti e segnaletica.
Un sito archeologico importante che vede la prima frequentazione tra la seconda metà dell’VIII e la metà del VII secolo a.C., e la cui costruzione (fortificazioni, sistema viario, cisterne e tempio) testimoniano la vita di una comunità, prima punica e poi romana, in un periodo che va dal IV secolo a.C. al II secolo d.C. Un sito archeologico che racconta più di 500 anni di storia, quindi, documentati da strutture e reperti, tra cui le celebri 3 “teste imperiali” scoperte durante la campagna di scavo del 2003 che ritraggono Giulio Cesare, l’imperatore Tito e Agrippina.
Giuliana Raffaelli


















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