Al Teatro Antico di Segesta è andata in scena una Medea che scuote e interroga, in un allestimento firmato da Daniele Salvo e interpretato da una intensa Melania Giglio.

Una tragedia sulfurea, senza sconti né sotterfugi, che ci riporta a certi fatti di cronaca di oggi, quando madri uccidono i propri figli. Sul palco, insieme alla Giglio, Michele Lisi nei panni di Giasone, Alfonso Veneroso in quelli di Creonte e Marcella Favilla come nutrice. Una scenografia potente: cinque monoliti a specchio, omaggio a 2001: Odissea nello spazio, riflettevano il pubblico della cavea gremita; mentre una struttura a gradoni, vero cerchio esoterico, creava un contatto diretto tra attori e spettatori.

di Valeria Marrone