Giacalone, il Sindaco pastore

Il gesto del primo cittadino di Petrosino.

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“Questa mattina mi trovate tra pecore, agnellini e caprette perché Antonio, il pastore, mi ha chiamato disperato per loro. Ha appena saputo di essere risultato contagiato con la sua intera famiglia e non riesce a trovare nessuno che possa accudire al suo gregge. Sono corso subito all’ovile. Lui è rimasto a casa mentre telefonicamente provo a dargli un po’ di conforto e una mano per trovare una soluzione. Antonio ama il suo lavoro, è tutta la sua vita e con un nodo alla gola mi ripete che queste creature non possono essere abbandonate. Il covid è anche questo, colpisce direttamente e indirettamente chi non c’entra niente. Mentre io non ho mai pensato che fare il sindaco fosse tutto onore e gloria. È mettere i piedi nella terra bagnata di sudore, dove c’è lavoro e sacrificio. Dove c’è sofferenza e bisogno. Oggi mi sento un po’ più sindaco.” Così ha scritto ieri sulla sua pagina Facebook il primo cittadino di Petrosino, Gaspare Giacalone. Un post che è balzato agli onori della cronaca nazionale tanto da essere riportato anche dal Corriere.it sito web dello storico quotidiano di via Solferino. Un gesto di umiltà e sensibilità che ha, comprensibilmente, trovato il plauso dei tanti suoi sostenitori ma anche dalla parte politica “avversa” come Vittorio Sgarbi che sulla sua pagina social si è complimentato con Giacalone, non mancando di ironizzare alludendo al suo celebre “rimprovero” (capra, capra, capra ndr) chiosando “capre o pecore poco importa: è il gesto che conta. E il sindaco di Petrosino oggi è il nostro eroe.” Una frase che in tanti, noi compresi, oggi, non possiamo che condividere.