Salvatore Cuffaro si è avvalso della facoltà di non rispondere del Gip di Palermo, fornendo soltanto dichiarazioni spontanee.
L’ex presidente, arrivato di buon mattino in tribunale, è indagato per corruzione, turbata libertà degli incanti e associazione a delinquere nell’ambito di una indagine su un comitato d’affari criminale che avrebbe pilotato appalti e concorsi pubblici. Davanti al giudice gli indagati nell’inchiesta sugli appalti e i concorsi nella sanità regionale che, secondo la procura, sarebbero stati indirizzati grazie alla regia dell’ex presidente della Regione Salvatore Cuffaro e di alcuni esponenti della nuova Dc.
A varcare, questa mattina, la soglia del palazzo di giustizia anche Antonio Abbonato, il capogruppo Dc all’Ars Carmelo Pace e Vito Raso, storico collaboratore dell’ex governatore. Una giornata densa, che gli inquirenti considerano decisiva per chiarire i ruoli e definire i contorni della presunta rete che avrebbe condizionato nomine e procedure.
Al termine degli interrogatori, il Gip dovrà sciogliere il nodo più atteso: pronunciarsi sulle richieste di arresto avanzate dalla procura e decidere quali misure adottare nei confronti dei diciotto indagati nell’inchiesta che ipotizza, a vario titolo, corruzione, associazione per delinquere e turbata libertà degli incanti.


















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