Inaugurata a Calatafimi Segesta la Greenway Elimos Segesta

Un nuovo itinerario ciclopedonale entra ufficialmente a far parte dell’offerta turistica dell’entroterra trapanese. Da oggi è infatti percorribile la Greenway Elimos–Segesta, un tracciato che si snoda per circa 12 chilometri lungo l’antica ferrovia a scartamento ridotto Kaggera/Vita/Salemi, restituendo vita a un percorso carico di storia e immerso in uno dei paesaggi più suggestivi della provincia.

L’infrastruttura collega il Parco Archeologico di Segesta al centro abitato di Calatafimi Segesta, attraversando un territorio ricco di testimonianze dell’archeologia industriale e della civiltà agro-pastorale. Lungo il cammino si incontrano manufatti ferroviari come gallerie, caselli, ponti, muri in pietra e sottopassi rimasti intatti nonostante la lunga dismissione della linea. Accanto a questi, paesaggi rurali punteggiati da ulivi secolari, antiche cubicelle, cavità carsiche, mulini ad acqua, bevai e fontane, oltre agli scorci che conducono verso Pianto Romano e al sistema geosito dei gessi.

Il percorso rappresenta anche un’occasione per scoprire o riscoprire il patrimonio storico e culturale di Calatafimi Segesta, con un attraversamento che conduce fino al cuore del centro urbano, dove si trovano musei, chiese e il Castello Eufemio. A completare l’itinerario, il dialogo costante con il paesaggio archeologico circostante: dal Tempio dorico di Segesta alle Gole della Fusa, fino ai Giardini del Kaggera.

La nuova greenway punta a intercettare il crescente interesse per il turismo lento, il trekking e il cicloturismo, offrendo un’alternativa sostenibile e accessibile anche in periodi dell’anno meno frequentati. L’obiettivo è favorire la destagionalizzazione e stimolare il coinvolgimento delle realtà locali nei servizi di accoglienza e nelle attività outdoor, ampliando le opportunità economiche del territorio.

Con l’apertura del tracciato, l’area di Calatafimi Segesta aggiunge un tassello importante alla propria offerta naturalistica e culturale, trasformando una ferrovia dimenticata in un corridoio verde capace di connettere paesaggi, memorie e comunità.