Al Cai di Erice si parla di cambiamenti climatici

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La splendida location della terrazza panoramica del Cai Erice, ha ospitato un evento a tema ambientale. Al centro dell’iniziativa, organizzata dalla sezione dio Erice del Cai, il fenomeno dei mutamenti climatici attesi in Sicilia. L’ argomento, di scottante attualità, è stato presentato da Fabrizio Antonioli, geomorfologo associato al CNR, ex dirigente di ricerca ed associato all’ ENEA, subacqueo, alpinista e regista del Docufilm “2100”, con Thalassia Giaccone sceneggiato da Martina Camatta. Il ducufilm è stato proiettato in assoluta “prima visione” ad Erice ai numerosissimi partecipanti alla serata culturale, a cui hanno preso parte oltre ai soci della sezione ericina, anche il sindaco della città Daniela Toscano, l’assessore al turismo Rossella Cosentino e il vicesindaco Gianvito Mauro. Presente anche Paolo Zappalà commissario straordinario dell ASP di Trapani, che ne hanno apprezzato molto i contenuti.

Il docufilm mostra l’ analisi scientifica condotta dai ricercatori in 26 siti marini, aerei e terrestri della Sicilia dove il fenomeno dei cambiamenti climatici, sta fortemente accelerando la mutazione della fascia costiera e delle terre emerse a causa dall’inesorabile innalzamento del livello del mare, conseguente al riscaldamento climatico, che tende ad amplifica anche le condizioni di innesco d’incendi devastanti. Il docufilm e la successiva tavola rotonda tenuta dallo stesso Antonioli (socio del CAI Erice), ha descritto l’ intenso e devastante fenomeno dei Medicane e delle Bombe d’ acqua che sempre più frequentemente interessano la Sicilia ed il Mediterraneo. “Il docufilm 2100 – ha fatto sapere il presidente della sezione di Erice del Cai Vincenzo Fazio – girato con immagini davvero suggestive e spettacolari ma di carattere scientifico, è stato definito dalle autorità intervenute alla serata di taglio prettamente didattico-formativo, particolarmente adatto ad essere proiettato in visione alla classe dirigente e nelle scuole, per scuotere le coscienze e trasferire la consapevolezza ed i rischi dell’era climatica che stiamo vivendo”.